Salcedo: “L’Inter è un top club, sogno di debuttare a San Siro. I miei idoli? Ronaldinho e Neymar”

Salcedo: “L’Inter è un top club, sogno di debuttare a San Siro. I miei idoli? Ronaldinho e Neymar”

Il giovane attaccante nerazzurro si racconta in un’intervista a La Gazzetta dello Sport

di Simone Frizza, @simon29_

Intervistato dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Eddie Salcedo si è raccontato a partire dall’esperienza al Genoa, fino al trasferimento all’Inter e all’apertura delle porte della Nazionale italiana. Ecco le sue parole.

NAZIONALE – “La aspettavo da un po’ e finalmente è arrivata. Sono molto felice ed emozionato per questo mio nuovo inizio. È tutto bellissimo: l’atmosfera, il modo di lavorare. C’è un’intensità pazzesca e un gruppo di ragazzi di valore, con prospettive importanti. Penso a Portanova, Russo e Candela che conoscevo già ai tempi di Genova, ma anche a tanti altri ragazzi fortissimi affrontati da avversari, come ad esempio Riccardi. È un onore essere qui
e non vedo l’ora di esordire”.

ARRIVO ALL’INTER – “L’Inter è un top club e mi sta dando la grande occasione di continuare questo mio sogno”.

PRIMI MESI NERAZZURRI – “All’inizio è stata dura staccarsi dalla famiglia e affrontare una nuova sfida da solo. Ho capito cosa provavano i ragazzi che ho avuto in squadra in passato quando mi spiegavano la difficoltà nel lasciare la propria città. Ma è un percorso obbligatorio per fare questo mestiere”.

IMPRESSIONE ALL’INTER – “Entri ad Appiano e pensi: “Qui si sono allenati Ronaldo, Vieri, Milito e i grandi del Triplete” e ti emozioni, ti rendi conto di quanto sia grande l’opportunità di indossare questa maglia. Ed è un onore potersi allenare con Icardi, Perisic o Brozovic.

SPALLETTI – “Il mister mi è stato parecchio dietro durante la preparazione, mi riprendeva e spronava a dare sempre il massimo per farmi crescere. Durante le esercitazioni stavo spesso con Keita, che fa il mio ruolo: mi ha dato tante indicazioni importanti”.

IDOLI – “Beh, sono cresciuto nel mito di Ronaldinho e adoro Neymar. Il Sud America ce l’ho nel Dna”.

DEBUTTO IN SERIE A DA 15ENNE – “Quando stavo per entrare pensavo a il mio percorso nelle giovanili, ma una volta in campo è stato tutto naturale. Lì per lì non ho dato troppo peso nemmeno all’occasione da gol avuta. Solo il giorno dopo ho realizzato cosa stava accadendo”.

OBIETTIVO STAGIONALE – “Lo scudetto con la Primavera. Il sogno è riuscire a debuttare in prima squadra, magari a San Siro”.

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