10 Luglio 2019

Sensi: “Zhang ci ha detto che vuole lo scudetto. Barella? Vorrei che venisse all’Inter”

Seconda parte dell'intervista rilasciata dall'ex Sassuolo

Nella seconda parte dell’intervista uscita in edicola questa mattina sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, con Stefano Sensi si parla soprattutto di obiettivi ed ambizioni del suo nuovo club. In particolare, le parole che il presidente Steven Zhang al primo giorno di ritiro ha rivolto alla squadra, con un chiaro messaggio per la lotta allo scudetto. E sul possibile arrivo di Barella, il nuovo centrocampista dell’Inter – che lo ha già incontrato in Nazionale – si sbilancia. Ecco le sue dichiarazioni:

Scherzi a parte, il tecnico ha detto: “Non mi pongo limiti”. Pronti a lottare anche per lo scudetto?
“La mia idea è che il lavoro paga sempre. E l’ambizione non deve mai mancare. Ecco: ho già capito che la squadra avrà questa mentalità”.

Non ha risposto. Proviamo così: più facile arrivare a vincere l’Europeo con l’Italia tra un anno o un trofeo con l’Inter nella prossima stagione?
“Tutte e due si può dire?”.

No…
“Penso che l’Inter abbia tutto per iniziare a vincere già da quest’anno. Ce lo ha detto anche il presidente”.

Prego?
“È stato qui in ritiro, ho parlato personalmente con lui al momento della firma del contratto. Mi hanno impressionato le sue idee. Mi ha detto: ‘Dobbiamo riportare tutti insieme l’Inter dove merita di essere'”.

Vista da fuori: cosa è mancato alle ultime Inter? Perché non hanno alzato alcun trofeo?
“Non si può dire mancassero i giocatori. Credo sia stato un problema di mentalità vincente assente. E in questo senso Conte può rappresentare la svolta”.

Da fresco compagno di squadra, come si vive con due separati in casa come Icardi e Nainggolan?
“Fanno parte del gruppo, a tutti gli effetti, sono con noi. Poi sul resto non entro, ne ha parlato la società”.

Conte ha detto: “L’allenatore bravo è quello che migliora i suoi giocatori”. In cosa deve crescere Sensi?
“In tutto. Una in particolare: sarò anche basso, ma dovrei comunque migliorare nel timing sul gioco aereo, nella storia del calcio ci sono stati ottimi colpitori non alti”.

Capello, in un’intervista recente: “A un presidente oggi chiederei di acquistare Sensi poi Barella”.
“Le ricordo bene, quelle parole. Sono le cose che ti aiutano ad accelerare, a non sederti. E poi Barella è un grande».

Cos’è, un endorsement?
“L’ho conosciuto, mi sono trovato molto bene con lui in Nazionale. Vorrei tanto mi raggiungesse all’Inter”.

Chi è il centrocampista più forte in circolazione?
“Due nomi: Pjanic, impressionante. E l’altro è Verratti”.

Quali sono le due partite che l’hanno segnata di più? Una da tifoso e una da calciatore.
“Da tifoso Barcellona-Psg 6-1, ritorno degli ottavi di Champions 2017. Da giocatore è semplice: Sassuolo-Crotone, il mio primo gol in Serie A, un’emozione fortissima e che spesso mi torna in mente”.

Prossimo passaggio: il match che vorrebbe disputare domani mattina con l’Inter, se fosse possibile?
“Ne ho in testa due, da quando ho firmato. La prima è il derby, Inter-Milan ha un fascino enorme. E l’altra è Inter-Barcellona”.

Quando si gioca?
“Ho sempre tifato per loro, spero mi capiti di affrontarli in Champions: aspetto il sorteggio dei gironi…”.

Lei da bambino faceva il portiere: la maglia numero 12 è dovuta a quello?
“No, assolutamente. È un numero che ho scelto al Sassuolo perché mi differenzia dagli altri, non è usuale per un calciatore di movimento. Ci sono molto affezionato, lo terrò anche qui”.

Lei è molto determinato. Ma ce l’ha un segreto? Dove trova la forza?
“In questo tatuaggio (fa vedere il braccio, ndr). C’è scritto “it’s not the end until you give up”, non è la fine finché non ti arrendi. È una frase di Nick Vujicic: una volta ho visto per caso uno dei suoi discorsi su youtube, è un uomo nato senza braccia né gambe, ha una forza di volontà incredibile, è un motivatore che ti fa pensare. Ogni tanto mi metto lì e lo ascolto”.

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