Stramaccioni: “Mia moglie incinta per la terza volta! In Iran ho ricevuto due offerte importanti, ma…”

Stramaccioni: “Mia moglie incinta per la terza volta! In Iran ho ricevuto due offerte importanti, ma…”

Il tecnico italiano è stato intervistato da Gianluca Di Marzio

di Antonio Siragusano

Tra le numerose interviste di questi giorni di quarantena assoluta, Andrea Stramaccioni è appena intervenuto in diretta su Instagram con Gianluca Di Marzio. Il famoso giornalista ed esperto di mercato, ha scavato non solo nella vita privata dell’ex allenatore dell’Inter, ma anche nell’esperienza vissuta all’Esteghlal che sembra aver colpito particolarmente Stramaccioni al punto da fargli rifiutare due importantissime offerte economiche in Iran. Le parole del tecnico:

Una festa del papà un po’ particolare…
“Un lato positivo di questo momento difficile è stare insieme alla propria famiglia, i bambini e la moglie. Per noi è un momento particolare, questa festa è stata diversa dagli altri perché mia moglie aspetta il terzo bambino. E’ stato un gradito regalo del soggiorno in Iran, perché è stato concepito lì”. 

Quanto ti è rimasto dentro l’Iran?
“E’ stata un’avventura incredibile. Iniziata con mille difficoltà, ci aveva portato in testa alla classifica a dicembre. Si è creata un’empatia incredibile, forse sproporzionata rispetto a quello che ho fatto. La vera empatia è quello che è successo fuori dal campo, queste battaglie contro qualcosa che non era il massimo della giustizia. Io porto quei tifosi nel cuore, anche i calciatori che ieri ho sentito. Per loro stanotte è capodanno. Anche l’Iran è in condizioni difficili, il campionato si è fermato, ho parlato anche con l’ambasciata, è una situazione difficile. Se mi chiedono di tornare? Ufficialmente ho ricevute offerte da due grandi squadre iraniane. Ma per il rapporto che c’è, in quella nazione c’è solo l’Esteghlal”.

Sul tifo alla Roma..
“Ero romanista da sempre, andavo sempre allo stadio ed ero abbonato in Curva Sud. La passione del calcio? La mia famiglia è totalmente asportiva, non solo acalcistica. A sei anni vincemmo il Mondiale (’82, ndr), l’anno dopo ho chiesto a mio padre di giocare a calcio. Ho iniziato insieme a Fabio Liverani in oratorio, abbiamo fatto questo percorso parallelo molto bello. La passione me l’ha trasmessa la Nazionale”.

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