8 Agosto 2019

Tecnica, muscoli e gol al servizio di Conte: Romelu Lukaku ai raggi X

La punta belga ha segnato 12 gol in 32 partite nella scorsa stagione con il Manchester United

Rivoluzione in atto. Marotta e Conte stanno cambiando volto all’Inter, sia in campo che sul mercato. Ed ora, con l’arrivo di Romelu Lukaku, finalmente il tecnico ha anche un attaccante da affiancare a Lautaro Martinez per l’inizio non troppo lontano del campionato, oltre al giovane e promettente Esposito. Il belga è l’uomo designato per raccogliere l’eredità, fatta di gol a valanga ma anche telenovele lunghe diversi mesi, di Mauro Icardi.

PUNTI DI FORZA

Il campionato italiano si vince con la miglior difesa, ormai lo sanno pure i muri, ma si emerge anche con i giocatori di peso e fisico. La fisicità è una caratteristica fondamentale per tenere botta alle avversarie e conquistare le alte vette della Serie A. Sotto quest’aspetto un attaccante come Lukaku è uno dei primi esponenti al mondo, avendo una prestanza fisica non indifferente. I duelli sono un terreno fertile e la sua presenza in campo si fa sentire. In una realtà come l’Italia, potrebbe davvero fare costantemente la differenza. Oltre a questo il belga è diametralmente opposto a Mauro Icardi per il tipo di lavoro che svolge per la squadra e per quanto partecipa alla manovra. Tutte qualità che Conte apprezza e ricerca nei suoi giocatori.

NUMERI E RENDIMENTO

Assodata la sfaccettatura fisica, è normale quanto fisiologico per un attaccante prendere in considerazione i numeri realizzativi. Le statistiche di Lukaku ci descrivono una punta decisamente stabile in zona gol. La squadra con cui ha collezionato più presenze è l’Everton, per un totale di 166 partite e 87 gol. Le due stagioni all’ombra dell’Old Trafford sono state, invece, archiviate con 96 apparizioni e 42 marcature. Stando solo all’ultima annata, ha messo in porta 12 palloni in 32 uscite. I margini di miglioramento, guardando anche la carta d’identità che segna 26 anni, ci sono ancora tutti, soprattutto dal punto di vista della continuità. Lukaku dà, infatti, l’impressione di poter essere l’uomo infallibile e inarrestabile quando è in sé, ma che può anche estraniarsi e uscire dai radar se le cose iniziano  a non girare per il verso giusto.

COLLOCAZIONE TATTICA

Lukaku sembra l’attaccante ideale per far coppia con Lautaro Martinez in avanti. Le loro caratteristiche, almeno sulla carta, sembrano completarsi a vicenda e sono potenzialmente esplosive. Tutta da vedere invece l’eventuale convivenza con, se dovesse davvero arrivare infine, Edin Dzeko: i due si somigliano anche se con punti di forza diversi, e difficilmente possono scendere in campo assieme, almeno nelle linee di partenza di inizio campionato.

Oltre a queste due soluzioni, in passato il belga ha dato il meglio di sé in un attacco a tre con due esterni al proprio servizio. In questo senso, i vari Perisic, Politano, Candreva ed Asamoah sono chiamati a dare il meglio per far arrivare palloni di qualità all’ex United.

VALUTAZIONE GENERALE

Molto semplice, dunque, comprendere il perché l’Inter abbia puntato su Lukaku. Margine di crescita buono a fronte di un’età che lo vede nel pieno della maturazione calcistica,  fisicità ottima da regalare ad un allenatore che poggia le propria fondamenta di gioco su quest’aspetto. L’obiettivo di non far rimpiangere Icardi non è semplice visti i numeri dell’argentino, ma l’Inter con Conte punta a crescere anche sotto questo punto di vista: non più un solo uomo che va a segno, ma l’intera squadra che dà il proprio contributo

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