Toldo: “BUU è arrivata in tutto il mondo. Razzismo e violenza sintomo di ignoranza. Inter-Sassuolo? Pensavo finisse 3-0”

Toldo: “BUU è arrivata in tutto il mondo. Razzismo e violenza sintomo di ignoranza. Inter-Sassuolo? Pensavo finisse 3-0”

Le parole dell’ex portiere nerazzurro sulla gara contro il Sassuolo e l’iniziativa BUU

di Martina Napolano, @OnlyLoveINTER

Francesco Toldo, ex portiere dell’Inter, ha parlato a Radio 24 nel corso del programma Tutti Convocati. Ecco le sue parole: “Lo stadio dovrebbe essere sempre una festa. Il giorno di Santo Stefano è stato un fulmine a ciel sereno. Lo stadio dell’Inter negli ultimi anni si sta trasformando in un bell’ambiente ed è stata una punizione che non meritavamo. BUU è stata un’iniziativa voluta dalla società per cambiare rotta e per far vedere che l’Inter la pensa diversamente. I bambini ricordano che il calcio è fatto di buoni valori, razzismo e violenza sono sintomo di ignoranza. E’ stata una campagna eccezionale, l’Inter ha dimostrato carattere. In tutto il mondo è rimbalzata la nostra idea. Abbiamo preso posizione e non vogliamo più sentire cori razzisti. Io li ho sempre sentiti allo stadio ma non li ho mai accettati. La magia deve essere sempre allo stadio“.

La partita l’ho vista in televisione, quando è iniziata ho pensato finisse 3-0 per noi perché abbiamo attaccato, poi gli abbiamo lasciato spazio. Il Sassuolo è la squadra che non ti permette di vincere in squadra. Alla fine poteva succedere di tutto. L’Inter è bipolare, è nella genetica. Non è un allarme. Non vorrei dare addosso all’Inter, noi siamo così. Vorrei che ci fosse più partecipazione in attacco. Icardi vorrei tirasse dieci volte in porta e non poche volte. Politano mette molti cross, Perisic potesse fare molto di più, ma l’Inter è in fase di ricostruzione. Gli uomini vanno scelti e speriamo di avere maggiore spinta dalla società che vuole investire“.

L’Inter deve risalire e alzerà la qualità dei propri giocatori. Ogni anno dovremmo azzeccare tre/quattro rinforzi. Fa specie vedere che l’Inter non è al pari della prima, come punteggio, dovremmo esserlo di diritto essendo l’Inter e avendo un pubblico enorme. Ma soprattutto per il passato in cui abbiamo vinto tutto. Quagliarella come Batistuta? Mi fa strano, ma i record sono fatti per essere abbattuti. Il fascino di Batistuta era particolare come lo era il calcio italiano. Quagliarella è un grande attaccante e lo merita. Non è stato in grandi squadre, ma meglio per lui, si è sacrificato“.

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