Wanda Nara: “Hanno tolto la fascia a Mauro perché volevano venderlo. Su Perisic e Brozovic…”

Wanda Nara: “Hanno tolto la fascia a Mauro perché volevano venderlo. Su Perisic e Brozovic…”

Parla la showgirl argentina: “Non sono la cattiva della storia, sono quella che l’ha risolta”

di Simone Frizza, @simon29_

Un’intervista lunga e molto significativa, quella che Wanda Nara ha concesso ai microfoni del Corriere della Sera. la showgirl argentina ha risposto a tante domande, spiegando nel dettaglio tutte le questioni legate alla fascia di capitano, al rapporto tra Icardi e Perisic e Brozovic, all’interesse della Juve e tutto il resto. Ecco le sue parole.

PSG – «Hanno detto che facevo del male a mio marito, il padre dei miei figli. Le persone ragionano quando parlano? Come posso non volere il bene di Mauro? Il suo bene è il mio. Non è un divorzio. Mauro e l’Inter sono come fidanzati che si prendono una pausa di riflessione».

Ritorno all’Inter – «Al PSG non si poteva dire no: ha tutto per vincere, è un top club, pieno di stelle, Mauro è onorato di farne parte: un sogno. Parigi è stupenda. A fine stagione sceglieremo ciò che sarà meglio: io lavoro per lui, poi le scelte sono sue».

Perché il PSG – «Sono la moglie, non solo la procuratrice: lo conosco. Sapevo avrebbe detto sì. La scelta del Psg viene dopo un anno di polemiche e tensioni, l’ha fatta anche per dare un po’ di tranquillità ai figli e alla famiglia. Se fosse rimasto sarebbe stato sempre un caso».

Rapporti con l’Inter – «Si sono deteriorati per tanti malintesi, ma la voglia di giocare nell’Inter e l’amore dei tifosi resta. In ogni relazione ci sono momenti di crisi. Alla fine ci lasciamo con un rapporto ricucito, senza nessun tradimento».

Che è successo davvero – «L’Inter aveva la necessità di vendere Icardi. Da capitano Mauro non avrebbe mai lasciato il club. È stata una strategia per cederlo».

Motivazione per la rimozione della fascia – «Per venderlo, così gli è stato detto. Lo scorso gennaio aveva rifiutato il trasferimento a un’altra squadra. E lui ha risposto: “Io sono il capitano e questa squadra non la lascio”. Lì i rapporti si sono incrinati, avevano un’altra idea».

Scambio con Higuain – «Non dirò io il nome della squadra. L’altro giocatore però a Milano ci era già venuto, ma non all’Inter… Se a Mauro lo avessero detto chiaramente sarebbe stato diverso. La fascia non potevano toglierla alla fine della stagione?».

Rifiuto di andare a Vienna – «Non è andata così. Stava già giocando con un dolore al ginocchio. Quando gli hanno tolto la fascia lui ha detto: “Per giocare non serve solo il corpo, ma soprattutto l’anima. E quella al momento mi si è rotta”. L’Inter sapeva che Mauro era già andato tre volte a Barcellona per curarsi».

Moratti – «Tutti stavano bastonando Mauro, Moratti è uscito con una dichiarazione per difenderlo: un grande uomo. Le sue parole sono state ossigeno quando stavo soffocando».

Sul mercato – «Questione di conti della società. Forse in quel mercato si poteva vendere solo Icardi».

Dichiarazioni a Tiki Taka – «L’Inter sapeva tutto. Non dovevano darmi il permesso, non ho un contratto con loro. Ridirei tutto sì, non ho mai parlato con cattiveria o per ferire. Dico sempre la verità, dice bugie chi è senza coraggio. Continuerò con Tiki Taka, Mediaset è una famiglia».

Rapporto con Perisic e Brozovic – «È stato gonfiato tutto. I rapporti sono sempre stati cordiali, uno è il mio vicino».

Discriminata perché donna – «No, no. Però sono una figura che non esiste: moglie e agente. Sentire parlare di calcio una donna è strano. Ma le società mi hanno sempre trattato con rispetto. Non mi piace parlare di sessismo o razzismo: il problema ce l’ha chi dice certe cose, non io».

Conte – «Se ha dovuto accettare le scelte della società? Credo di sì. Ho parlato con lui, gli avevano garantito che avrebbero comunque rinforzato la squadra».

Marotta – «Il calcio è business, Marotta fa le scelte e deve badare ai conti. Si vedrà chi ha fatto bene. Sul campione che è Icardi non ho mai avuto dubbi: avevo 15 offerte. Con Marotta siamo arrivati all’ultimo giorno non perché siamo matti: conosciamo il suo valore».

Causa all’Inter – «Non era una causa per soldi, solo gli ignoranti lo credono. Se fosse stato per soldi sarebbe andato via 3-4 anni fa, quando l’Inter non giocava la Champions: avrebbe guadagnato il doppio, ma è rimasto per amore del club. Voleva allenarsi con Conte: chissà con lui dove poteva arrivare».

No alla Juve – «Era il capitano dell’Inter, non ci sarebbe mai andato».

Scambio Icardi-Dybala – «Con Paratici ho un rapporto cordiale. Si è interessato, il rapporto continuerà».

Futuro alla Juve – «Giocare in italia gli piace, conosce bene il campionato, ha segnato 135 gol. Penso tornerà. Non so dove e come. La priorità sarà sempre l’Inter».

Più grande delusione – «Chi ha provato a mettere i tifosi contro Mauro e chi parlava a nome mio senza conoscermi. Non mi deludono le scelte di un club, quelle sono fatte per i conti. Da quando gli hanno tolto la fascia, sapevo che Mauro non avrebbe avuto problemi a trovare una squadra».

Rapporto con Mauro – «Mauro non è abituato alla sofferenza, ma sa convivere con le difficoltà. Non bada alle
voci. Poteva sopportare di restare all’Inter anche in una condizione difficile, ha una corazza e per la mia famiglia
sarebbe stato più facile averlo in Italia: ma no, tra noi le cose vanno benissimo».

Cambio di vita – «Siamo una famiglia all’antica con tanti bambini e ci piace essere presenti. Stavo firmando il contratto di Mauro a Parigi e intanto chiamavo casa per aiutare a fare gli zaini per la scuola il giorno dopo. Sarà difficile, Mauro fa tanto».

Buona o cattiva della storia – «Sono quella che l’ha risolta. Era difficile uscire da questa situazione e farlo trovando una squadra di quel livello. La scelta di Parigi rende orgogliosa me, lui e la famiglia. Da procuratrice sono riuscita a fare il meglio,senza tradire né la maggioranza dei tifosi che lo amano né l’Inter».

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