Zanetti ricorda il Triplete: “La prima telefonata con Mourinho, la marcatura su Messi e il secondo tempo di Kiev…”

Zanetti ricorda il Triplete: “La prima telefonata con Mourinho, la marcatura su Messi e il secondo tempo di Kiev…”

Il vicepresidente nerazzurro è stato intervistato da Mohamed Hosny Almahmoudy, presentatore del programma “Il calcio” in onda sul portale egiziano Filgoal

di Raffaele Caruso

Javier Zanetti, ex capitano nerazzurro e attuale vicepresidente dell’Inter, è stato intervistato da Mohamed Hosny Almahmoudy, presentatore del programma “Il calcio” in onda sul portale egiziano Filgoal.com.

L’approdo di Mourinho sulla panchina nerazzurra: “Ho un primo ricordo. Stavo per partire verso l’Argentina, stavo aspettando a Fiumicino la coincidenza per andare a Buenos Aires. Mi squilla il telefono: ‘Pronto sono José Mourinho, ho appena firmato il contratto e la prossima stagione sarò io il tuo allenatore. E tu sarai il mio capitano. Avremo modo di conoscerci'”.

La Champions del 2010: “Iniziammo quella Champions con difficoltà perché ci capitò subito il Barcellona. Fino al primo tempo della partita con la Dinamo Kiev eravamo fuori dalla competizione. Lì è arrivato il primo segnale da parte nostra e abbiamo capito che potevamo arrivare fino in fondo. Mourinho all’intervallo ci disse: ‘Ragazzi in questo momento siamo fuori dalla Champions. Dobbiamo rischiare per vincere questa partita e per continuare questo sogno’. Tolse due centrocampisti, io andai a fare il terzo centrale. Abbiamo vinto quella partita e da lì siamo ripartiti”.

La semifinale contro il Barcellona:Contro avevamo una grandissima squadra, di grandissimi campioni. In Spagna erano stati già protagonisti di diverse rimonte e grandi prestazioni. Mourinho era sempre tranquillo. Quando Thiago Motta è stato espulso, lui andò a Guardiola dicendo che non era finita la partita. Aveva questa convinzione. Già era difficile 11 contro 11 al Camp Nou contro il Barcellona. Immagina 11 contro 10. Ma quella squadra lì voleva a tutti i costi la finale. Nella semifinale di ritorno Mourinho mi diede il semplice compito di marcare Messi. Ci pensai tutta la notte e pensai che almeno una volta mi avrebbe superato. Un cartellino giallo mi avrebbe fatto saltare la finale. La finale era il mio sogno. Alla fine sono riuscito a tenerlo senza prendere l’ammonizione”.

La finale e i festeggiamenti fino all’alba: “Milito è stato fantastico. Non solo in quella partita, ma per tutta la stagione. La città si è comportata in maniera fantastica. Mentre facevo l’intervista dopo la finale che avevamo vinto, guardavo le immagini della gente che arrivava al Duomo. Arrivare alle sei di mattino, vedere San Siro stracolmo è stata un’emozione fantastica. Gioie che solo il pubblico nerazzurro può darti”.

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