Ze Maria: “L’Inter un privilegio, c’era pressione. Sul Coronavirus stop troppo tardi”

Ze Maria: “L’Inter un privilegio, c’era pressione. Sul Coronavirus stop troppo tardi”

L’ex nerazzurro commenta la situazione legata all’emergenza per la pandemia

di Giovanni Ragosa, @giovanni_ragosa
intervista zé maria

L’ex calciatore dell’Inter, Zé Maria, intervistato in esclusiva dal portale brasiliano LANCE!, ha parlato di diversi argomenti, su tutti dell’emergenza Coronavirus, ma anche della sua esperienza italiana, in particolare quella in nerazzurro. La gravità della situazione è determinata, secondo l’ex terzino, dallo stop del calcio: “Il calcio possiamo dire che sia la misura della gravità della situazione, dal momento che le competizioni difficilmente si fermano. Le competizioni difficilmente si fermano. Onestamente penso lo stop sia arrivato troppo tardi. Le persone dimenticano che gli atleti, anche se sono più controllati grazie al fatto di essere sportivi, sono ancora soggetti a problemi di salute”.

Il brasiliano prosegue parlando delle difficoltà nel nostro paese in questi giorni: “È molto difficile. Ho vissuto in Italia per molti anni, i miei figli hanno la cittadinanza italiana. L’Italia ha già affrontato molte crisi, ma nessuna ad un livello così elevato. Gli italiani sono generalmente persone allegre, a cui piace socializzare, stare in giro. Ma oggi molti hanno paura di uscire per le strade. È doloroso sapere dell’impatto che il coronavirus sta avendo lì.”

Zé Maria ha poi parlato delle sue esperienze da giocatore, su tutte quelle di Perugia e Inter: “Il Perugia era una squadra dove tutti i giocatori lavoravano molto gli uni per gli altri. Penso che il mio momento più bello sia stato lì. Sono rimasto per quattro anni, sono diventato capitano e, curiosamente, ho segnato molti gol lì. Ciò ha contribuito molto a farmi acquistare dall’Inter (nel 2004). Ho giocato nello stesso periodo di Materazzi e Grosso. All’Inter c’è un livello molto alto, chiedono tanto. La pressione che arriva dal club e dai tifosi per i risultati è enorme, devi affrontare avversari come Milan e Juventus in gare difficilissime, davanti a 80mila persone. Ma è stato un privilegio. Ho giocato con Verón, Figo, sono stato campione d’Italia e ho vinto due volte la Supercoppa italiana”.

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