Inter-Lazio, Spalletti in conferenza: “Icardi questione di credibilità. Chiedete a chi è in spogliatoio…”

Inter-Lazio, Spalletti in conferenza: “Icardi questione di credibilità. Chiedete a chi è in spogliatoio…”

Dopo Inter-Lazio, oltre che della gara, si parla ancora della questione Icardi in sala stampa. Le parole del tecnico toscano…

di Matteo Rasile, @teo_ras

Dopo aver lungamente discusso la questione Icardi a Sky, Luciano Spalletti arriva in sala conferenza per un altro round. Ecco le sue parole dopo la sconfitta contro la Lazio.

SENSAZIONI PER LA CORSA CHAMPIONS – Guardando le ultime partite, compresa quella di stasera, che problema ci dovrebbe essere dietro, per cui non dovremmo essere all’altezza (della corsa Champions)? Secondo me la partita è stata fatta bene, anche se abbiamo insistito sul giocare a destra senza riportare la palla a sinistra, perché loro si abbassano tutti e 10 davanti al limite e diventa difficile trovare spazio in trequarti. Andava spostata più a destra e sinistra, facendo dilatare gli spazi che loro chiudevano. Ci serviva più pazienza. Abbiamo preso gol subito alla prima loro occasione, mentre noi non siamo riusciti a farlo nelle prime opportunità. È vero che è un risultato pensate contro un’avversaria diretta, però poi la squadra ha fatto ciò che doveva fare per larghi tratti, quindi io vado avanti fiducioso sul poter stare tra le prime quattro. Quella che è la mia analisi per andare a vedere come saremo tra tre partite sono proprio le prossime tre che giocheremo.

CASO ICARDILa situazione è chiara, è sotto gli occhi di tutti, e io debbo infondere credibilità per il ruolo che ho, e sarà così. Sono stato credibile con quelli dentro gli spogliatoi, parlate con loro e vedrete che sono stato credibile. Le partite sono state perse con Icardi anche, e l’Inter è stata fuori dalla Champions anche con Icardi. Funziona così, è la credibilità che fa la differenza: quelli rimasti fuori cos’avrebbero pensato se avessi fatto giocare lui? Poi lui è venuto ad allenarsi e l’ha fatto bene, quindi quando dovrà giocherà. Voi volete fare la fiction. Venite pure uno alla volta, visto che ognuno dice “l’ha scritto quell’altro”, e vi metto davanti quello che è successo. A fine anno poi vi farò anche altri esempi. Sono successe cose anche nelle altre squadre che ho allenato: si vede poi alla fine, ad esempio quando uno va via dalla squadra che allena. Io non sono quello che descrivete voi, sono quello che ha rapporti tutti i giorni con i calciatori che devono essere in grado di battersi per me e per l’Inter.

COLIDIO POTEVA ESSERE UN’OPZIONE? – Ci ho pensato a mettere Colidio, sarebbe stata una cosa giusta. Però anche lui si è allenato poco con noi e c’è bisogno di una certa forza caratteriale, di un certo spessore per giocare in questo stadio e in questa squadra, altrimenti si rischia. Abbiamo bruciato diversi giocatori che sono venuti qua, in questi anni, anche con un passato più importante. Ho ritenuto giusto fare giocare chi è abituato un po’ di più a stare dentro questi contesti. 

SQUADRA SPACCATA E TROPPI CONTROPIEDI SUBITI? – Secondo me la squadra non ha dato tante possibilità di contropiede alla Lazio: ne abbiamo subiti due nella seconda parte del primo tempo, dove ho detto che non abbiamo fatto bene. C’è anche da dire che la Lazio quelle due occasioni da gol riesce a crearle contro chiunque. Poi è chiaro che quando passano i minuti, si portano più giocatori avanti. Viene fatto involontariamente, quando si sta perdendo, con il trascorrere dei minuti. Abbiamo comunque creato, perché ad esempio i tiri di Politano da fuori potevano avere storia migliore: sono arrivati perché loro si sono abbassati molto. 

CHIUSA SU ICARDI – Per me non è un problema rimetterlo in gruppo, io cerco di usare i calciatori più forti che ho, ma devo farlo nel contesto della squadra che alleno. Lui si è allenato, ha fatto quello che deve fare. Quello che si scrive è anche quello che ognuno racconta, quindi se per esempio tu parli con me, e io ti parlo male di qualcuno che mi sta sulle scatole, te ne parlo male e tu ne scrivi male. Quindi sono quelli dentro gli spogliatoi che sanno com’è, non quello che uno racconta all’altro. Ognuno può scrivere quello che gli pare, ma state tranquilli che i giocatori negli spogliatoi mi saluteranno sempre in un certo modo.

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