1 Marzo 2020

Boninsegna-Anastasi, Carini-Cannavaro e gli acquisti di Ibra e Vieira: quante polemiche nei trasferimenti tra Inter e Juve

Le trattative di mercato tra bianconeri e nerazzurri hanno spesso destato scalpore, portandosi dietro aloni di polemiche. Ma ci sono state anche trattative "tranquille"

TRATTATIVE NORMALI

L’URLO DI MARCO

tardelli

Quando si nomina Marco Tardelli il primo ricordo non è né bianconero né nerazzurro, ovvero quell’urlo di gioia con la maglia della nazionale nella storica finale mondiale di Spagna ’82 al Santiago Bernabeu di Madrid. Dopo una carriera intera con la Juventus passa in nerazzurro nel 1985 con un’operazione che comprende anche il cartellino di Aldo Serena e si lega alla storia dell’Inter per una doppietta messa a segno contro il Real Madrid, rivale europea dell’Inter in quegli anni, nella semifinale di andata di Coppa Uefa.

SI VOLA IN “ALDO”

Per avere Tardelli l’Inter cede alla Juventus il cartellino di Aldo Serena in un affare di circa 6 miliardi di lire; dopo due stagioni il calciatore torna in nerazzurro, finalmente pronto, e diventa un tassello fondamentale per la conquista dello scudetto numero 13, quello dei Record, del 1988/89. Fortissimo nel colpo di testa, bravissimo a scegliere il tempo per lo stacco, Serena si laurea capocannoniere nella stagione del tricolore mettendo a segno 22 reti, va a segno nella finale di Supercoppa dell’anno successivo, la prima della storia nerazzurra, e vince anche la Coppa Uefa della stagione 1990/91.

SCHILLACI, SE TUTTE LE NOTTI FOSSERO MAGICHE

Tutti gli italiani ricordano Totò Schillaci per il suo mese magico nel mondiale del ’90, quello delle notti magiche, in cui tutto gli gira per il verso giusto; molto meno epico è invece il ricordo che l’attaccante ha lasciato di sé con i club, prima con la Juventus e poi con l’Inter, col passaggio dal bianconero al nerazzurro avvenuto nel 1992 per una cifra di 2 miliardi di lire. In realtà Totò, con l’Inter, gioca una buona stagione con Bagnoli, in coppia con Ruben Sosa, in cui viene addirittura sfiorata la rimonta al Milan di Capello, ma non riesce a ripetersi nella stagione successiva. Lascia l’Inter prima della conquista della Coppa Uefa 1994 per andare a tentare una nuova avventura in Giappone, nelle prime operazioni di globalizzazione del calcio.

PERUZZI, VOLUTO DA LIPPI

Negli anni ’90 Angelo Peruzzi è il portiere titolare della Juventus, in piena sintonia con l’idea di calcio di Marcello Lippi. Per questo quando il tecnico passa in nerazzurro richiede a gran voce il suo portiere, bocciando di fatto il numero uno interista Gianluca Pagliuca. Massimo Moratti decide di dare carta bianca all’allenatore, che mette fuori rosa anche la bandiera Beppe Bergomi e il centrocampista Diego Pablo Simeone, e versa sul piatto 35 miliardi di lire ai bianconeri per le prestazioni dell’estremo difensore. La parentesi nerazzurra dura una sola annata, prima del passaggio alla Lazio l’estate successiva.

NEMO “PROFETA” IN PATRIA

hernanes juve

Ha bisogno di liquidità per autofinanziare il mercato l’Inter del 2015, all’epoca capitanata da Thohir; a farne le spese è il profeta Hernanes, che nelle ultime ore di mercato passa alla Juventus per una cifra di 13 milioni di euro; quella del calciatore brasiliano è, di fatto, la prima vera trattativa biancoerazzurra dopo calciopoli, dopo praticamente 9 anni da Ibrahimovic e Vieira.

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