Milito: “Arrivato all’Inter nel momento giusto. Moratti un padre per noi, Mourinho prima della finale…”

Milito: “Arrivato all’Inter nel momento giusto. Moratti un padre per noi, Mourinho prima della finale…”

L’ex attaccante argentino ricorda le emozioni del Triplete conquistato nel 2010 con l’Inter di Mourinho

di Raffaele Caruso

Il suo nome sarà per sempre scritto a caratteri cubitali nella storia dell’Inter. Lo è dal 2010, quando con i suoi gol ha scritto una delle pagine più importanti del club nerazzurro. Stiamo parlando ovviamente del Principe Diego Alberto Milito, eroe dell’Inter targata José Mourinho che 10 anni fa riuscì nella conquista dello storico Triplete.

L’ex attaccante argentino, ora  segretario tecnico del Racing Club, si è concesso ai microfoni di Sky Sport: “E’ un periodo molto difficile per tutti, anche qui in Argentina siamo isolati da 12 giorni. Speriamo che tutto passi il più velocemente possibile. Vi ringrazio per questa giornata dedicata all’Inter. In questo periodo difficile, fa rivivere queste emozioni ai tifosi nerazzurri, è qualcosa di bello”.

Il discorso di Mourinho prima della finale:Ci ha trasmesso tranquillità in quei momenti. Lui era molto importante per noi, era il nostro leader. Era una finale dopo tanti anni, significava tanto per il club e i tifosi. C’era grande tensione e lui ci ha trasmesso tranquillità. Ci ha detto di giocare da squadra e di giocare come avevamo sempre fatto”.

La doppietta in finale:Ogni giocatore cerca di essere tranquillo e desideroso di voler fare bene. Era una partita speciale, sapevamo che era un’opportunità unica. Siamo stati consapevoli di poterla vincere, siamo arrivati con grande fiducia dopo aver vinto Coppa Italia e Scudetto. Per noi era un grande desiderio alzare questa coppa e così mi sono svegliato quel giorno. Con la tranquillità e la voglia di fare una grande partita. Ma non sono stato l’unico. Sono stato fortunato a fare doppietta in finale, ma era un gruppo straordinario di grandi campioni. Sono arrivato al momento giusto all’Inter, c’era già una grande rosa e un grande gruppo. E’ difficile riuscire spiegare con parole tutto quello che ho provato in quel momento. Ho sempre sognato di giocare la Champions League, è stato un sogno di giocare una finale e segnare due gol”.

L’emozione di San Siro:La Scala del calcio. Un tempio del calcio che vedevo sin da bambino. Anche quello è stato un sogno che ho realizzato”. 

Il saluto a Moratti: “Tutti noi gli volevamo bene. E’ stato come un padre per noi. Il presidente meritava quel trionfo, ero felicissimo per lui. Lo meritava per tutti i sacrifici fatti per l’Inter e vederlo così felice, mi ha riempito il cuore. E’ stata una persona importante per tutti noi”.

Il ricordo del Genoa: “Tutti sanno l’amore che ho per il Genoa come squadra. E’ la prima squadra che mi ha accolto in Europa. Mi hanno fatto sentire a casa, sarò sempre grato a loro. Ho avuto tanti momenti di felicità con quella maglia. Ho avuto la fortuna di segnare 4 gol nel derby contro la Sampdoria, sono state emozioni troppo belle”.

La telecronaca di Marianella:Mi viene ancora la pelle d’oca a vedere quelle immagini con la voce di Massimo. Ogni volta mi vengono i brividi. Mi emoziona ancora”.

L’elogio a Ronaldo:Io sono sempre stato innamorato di Ronaldo il Fenomeno. Credo che lui sia l’attaccante ideale. Messi è di un altro pianeta, ma ho sempre ammirato Ronaldo. Aveva tutto. Dribbling, velocità e gol. E’ stato uno dei migliori in assoluto”.

Il ricordo di Mourinho: “Sarò sempre grato a lui. Non era un solo allenatore che comunicava, lui sapeva i nostri momenti e quelli della squadra. Mi ha lasciato un segno, ho imparato tanto da lui. E’ stato fondamentale in quell’anno per tutti noi”.

Gli attaccanti di Serie A:Ci sono tanti giocatori che mi piacciono in Serie A. Da Lautaro a Lukaku, fino ad Immobile. Ognuno ha la sua qualità, non è bello paragonarli”.

Il messaggio all’Italia: “Sono un italiano in più, ho tanti amici lì. Sono vicino a tutto il popolo, sono sicuro che riusciremo ad andare avanti. Vi abbraccio forti”.

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