Wanda Nara: “L’Inter non mantiene le promesse. Icardi andrà via se…”

Wanda Nara: “L’Inter non mantiene le promesse. Icardi andrà via se…”

La manager dell’attaccante e capitano nerazzurro ha chiarito le voci relative alla situazione tra Icardi e l’Inter

famiglia icardi

Dopo la parola “incedibile” pronunciata da Piero Ausilio, ecco che arriva, per calciomercato.com, la pronta risposta della moglie e manager di Mauro Icardi, Wanda Nara.

PROMESSE – “Sono contrariata perché non si dà valore a un giocatore come Mauro Icardi. Vi spiego come sono andate le cose: un anno fa, Mauro Icardi valeva 20 milioni di euro per l’Inter. Hanno rifiutato e ho rifiutato tante offerte. La motivazione era stata il Fair Play Finanziario, che non gli avrebbe consentito di guadagnare di più. Icardi ha messo da parte proposte di ingaggi altissimi per continuare a giocare nell’Inter. Oggi, Mauro è il giocatore per cui l’Inter ha una richiesta economica molto alta: se dall’anno all’altro il ragazzo vale il triplo, evidentemente vale un riconoscimento economico che l’Inter ci aveva promesso. Era stato garantito a Mauro un ritocco dell’ingaggio qualora fossero stati risolti i problemi finanziari della società, che comunque nella stessa estate aveva investito su giocatori molto costosi. Ma Icardi non ha mai avuto problemi ad aspettare, purché tutto venisse normalmente completato come da accordi. Per questo, le parole arrivate dai dirigenti dell’Inter mi hanno sorpreso“.

CESSIONE – “Ad oggi, tante squadre si sono mosse per Icardi e hanno avuto diversi incontri per chiedere informazioni, pronte ad offrire ingaggi importanti. Sono due anni che Icardi potrebbe avere uno stipendio altissimo in un altro club, ma ha scelto di rimanere all’Inter rinunciando a tanti soldi perché legato alla società. Ha perso l’opportunità di un salario altissimo ma anche di giocare la Champions League. Tutto questo per l’Inter. E’ logico: se arrivasse una squadra, e ce ne sono interessate, e offre 50 milioni di euro, con un ingaggio meritato per Icardi, Mauro valuterebbe l’idea di andare via dopo aver ringraziato l’Inter per tutto. Perché oggi non si sente valorizzato nella sua crescita, oggettiva in base alla valutazione che fa la stessa Inter del suo cartellino“.

INGAGGIO – “Voglio aggiungere un dettaglio fondamentale: lo scorso anno abbiamo trovato un accordo col club per rinnovare, ma più che la cifra fissa che è rimasta molto bassa, l’Inter gli ha modificato il pagamento solo per i diritti d’immagine. Abbiamo ceduto il 50% dei diritti di sponsor alla società venendo incontro alle loro richieste, ma l’ingaggio reale e non legato agli sponsor rimane al ribasso rispetto alle promesse. E’ un ingaggio inferiore a quello di tanti compagni, questo riteniamo sia ingiusto viste le offerte ricevute. Il contratto calcistico di Mauro non è adeguato, lo scorso anno si è fatto solo un cambiamento sugli sponsor; nonostante sia invece mutato il suo valore economico, come dimostra il prezzo che fa l’Inter“.

I SOLDI NON SONO IL PROBLEMA – “Molti dicono: “Perché Icardi chiede l’aumento ogni anno? Non esiste!”. Perfetto, siamo d’accordo. Ma allora l’Inter non può chiedere 60 milioni di euro per un giocatore che l’anno scorso era valutato sui 20/30 milioni di euro e pensare di non adeguare il suo ingaggio. Se l’Inter non vuole valorizzare Icardi ma ne cambia il valore dal proprio punto di vista in maniera così netta, sa che incorre nel rischio di perderlo. Di questo abbiamo già parlato con il direttore Piero Ausilio in privato. Ribadisco: Mauro in tutto questo tempo non ha mai avuto problemi ad aspettare, purché le cose siano sistemate in modo adeguato. Se fosse stato legato al denaro, una settimana fa avremmo accettato l’offerta da 25 milioni all’anno per due stagioni da una società cinese. Non è questo che vuole Icardi: vorrebbe semplicemente sentirsi valorizzato dall’Inter. Per i nuovi acquisti spunta sempre una risorsa economica, per Icardi invece no. Da qui nasce il problema e la possibilità che Mauro possa lasciare l’Inter, dopo aver scelto di rimanere in nerazzurro a prescindere dalle questioni economiche e tecniche per tanti anni”.

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