Tancredi Palmeri, giornalista di Sportitalia, ha analizzato il mercato dell’Inter e la strategia del fondo Oaktree. Secondo Palmeri, la dirigenza nerazzurra merita riconoscimenti per la capacità dimostrata nella scorsa stagione.

L’anno scorso di questi tempi Marotta e Ausilio erano al centro delle critiche per l’immobilismo sul mercato. Erano sfumati prima Lookman e poi Manu Koné, dopo che già si erano persi Bonny e Sucic. La situazione non migliorò particolarmente fino alla fine della sessione, se si esclude l’operazione che portò Akanji in sostituzione di Pavard. A gennaio il mercato rimase sostanzialmente fermo.

Nonostante le difficoltà, la coppia dirigenziale riuscì a costruire una rosa da scudetto e double, accompagnando Chivu e proteggendo investimenti e asset. Difficile chiedere di più, considerando che gli arrivi di Lookman o Koné non avrebbero cambiato l’esito del bislacco Sedicesimo contro il Bodo.

Palmeri sottolinea però che l’età media della rosa resta alta, la più elevata del campionato. Pur con l’inserimento progressivo di giovani come Pio Esposito, Bonny, Diouf, Sucic e Sasha Stankovic, serve dare ricambi di qualità al gruppo storico. L’anno scorso hanno pesato le lunghe pause per rendimento o infortuni di Barella, Calhanoglu e Bastoni.

L’addio di Dumfries rappresenta una perdita rilevante. Trovare un sostituto all’altezza è complicato, altrimenti servono soluzioni alternative. Senza dimenticare la necessità di un altro difensore dopo l’uscita di tre elementi a parametro zero.