Il futuro di Davide Frattesi è sempre più lontano dall’Inter. Il centrocampista romano è destinato a lasciare i nerazzurri, con la Lazio che appare la probabile destinazione. Un addio che nel mondo interista porta con sé un velo di malinconia, nonostante la consapevolezza che la cessione sia la scelta giusta per tutte le parti coinvolte.
Per caratteristiche tecniche, Frattesi rappresenta un ottimo centrocampista, tra i più efficaci al mondo negli inserimenti. Questa qualità gli permette di compensare, almeno parzialmente, il divario tecnico rispetto ad altri interpreti del ruolo, grazie a carattere, cuore, resistenza fisica e quella capacità unica di sbucare tra le linee che lo rende letale in zona gol. Spesso con reti decisive. Tuttavia, per una certa concezione della mediana, giocatori come Calhanoglu, Barella e Mkhitaryan appartengono oggettivamente a un’altra categoria, capaci di governare il pallone e metterlo in cassaforte.
La scorsa stagione è stata complicata per il numero 16 nerazzurro. Iniziata col recupero da un infortunio precedente, non è mai riuscito davvero a incidere. Ma sarebbe ingiusto dimenticare quanto fatto in precedenza con la maglia dell’Inter. Ha segnato subito nel derby, in quel 5-1 al Milan che ha certificato la superiorità dei ragazzi di Inzaghi, rendendo le successive vittorie rossonere nella stracittadina poco più che consolazioni effimere.
Frattesi è anche il gol all’ultimo secondo contro il Verona nello scudetto della seconda stella, o quello della sicurezza tricolore con l’Udinese. Ma soprattutto è il match winner di Monaco di Baviera e autore del 4-3 definitivo sul Barcellona, in una delle partite più emozionanti della storia del calcio italiano in Europa. Quel sorriso, quelle urla, quella voglia incontenibile di superare gli ostacoli e regalare emozioni sono arrivati in modo contagioso.
Probabilmente esaltarlo oltre il dovuto gli ha fatto male, nel senso che pur essendo un giocatore forte, è oggettivo che esistano centrocampisti più completi di lui. In ogni caso, pur avallando completamente la sua cessione — che forse sarebbe dovuta avvenire prima, per guadagnarci di più e lasciare al ragazzo la possibilità di essere protagonista altrove — permane una certa tristezza nel mondo nerazzurro per questo più che plausibile addio.
In bocca al lupo, dunque. Con l’auspicio che il ricavato dalla sua partenza venga reinvestito sul mercato. Su qualcuno che alzi davvero il livello della squadra, come dice Chivu. Alla fine servono sempre i campioni per alzare i trofei, e nell’allestimento di una rosa non contano simpatie o antipatie, ma solo la risposta del campo.