Ai microfoni di Dazn nel pre-partita contro l’Inter a San Siro, Fabio Paratici ha inquadrato la situazione senza girarci intorno: «Il nostro percorso è chiaro, sapevamo di incontrare delle difficoltà, ci sono salite e non ci sono scorciatoie e dobbiamo ottimizzare il lavoro».
Il dirigente ha poi difeso il lavoro dell’allenatore, sottolineando il ruolo della società nel supportarlo: «La vicinanza della società aiuta il mister e lo staff tecnico, siamo lì a supportare l’allenatore per metterlo nelle migliori condizioni possibili». Paratici ha aggiunto che un singolo episodio non dovrebbe condizionare la valutazione complessiva di chi ha già affrontato avversarie di rilievo.
Sul tema del mercato di gennaio, la risposta è stata netta: nessun intervento in programma. Quanto al talento, Paratici ha voluto ampliare la definizione del concetto: «Il talento non è solo offensivo, è anche difensivo, altrimenti Chiellini, Bonucci e Barzagli non avrebbero avuto talento». Un modo per respingere l’idea che alla rosa manchino qualità tecniche.
Spazio anche al caso Dodò, esterno brasiliano che aveva espresso la volontà di lasciare il club al termine della scorsa stagione. «La situazione è chiara e semplice», ha spiegato il dirigente: «L’anno scorso, a fine campionato, Dodò voleva trovare una soluzione diversa da quella della Fiorentina. Eravamo disposti ad accontentarlo se ci fosse stata una proposta adeguata e così non è stata». Paratici ha poi chiarito che il giocatore, pur avendo avuto un approccio difficile alla nuova stagione, rimane a tutti gli effetti parte della rosa: «È un ragazzo serio, bravo e finché sarà in rosa verrà valutato come gli altri, quando meriterà di giocare giocherà».