L’architetto Norman Foster, 91 anni, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport per illustrare la sua visione del Generali Stadium, il nuovo impianto destinato a Inter e Milan.

Sul carattere strutturale dell’opera, Foster ha spiegato: «La struttura a X in cemento ha il pregio di essere efficiente e visivamente soddisfacente. Il porticato ha grandi aperture, rientra nella tradizione dei portici e credo che nel subconscio sia stata ispirata da alcune opere di Pier Luigi Nervi. Funziona come supporto ai corridoi e al tetto, dà carattere e identità. Questo rende lo stadio diverso dagli altri».

L’architetto ha poi definito il progetto uno dei vertici della sua carriera: «È difficile rispondere, ma credo sia uno stadio emblematico. Gli elementi caratterizzanti saranno la raffinatezza e il modello strutturale che sostiene l’intero edificio. L’espressione di questa struttura è l’architettura stessa: è una caratteristica di molti edifici storici ed è anche un tratto distintivo di tanti tipi di costruzioni su cui ho lavorato con i miei colleghi». Due aggettivi per descrivere l’impianto? «Monumentale e milanese».

Sul futuro di San Siro, Foster ha assunto una posizione articolata: «Invece di cercare di incorporare nel nuovo stadio qualche elemento della memoria del vecchio, vorrei che potessimo dimostrare la possibilità di conservarne una parte molto più consistente, nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’intera area. Vorrei esplorare molto più a fondo le possibilità di conservazione dello stadio, ma questo fa parte del lavoro che ci aspetta».