L’Inter che si prepara al derby australiano contro il Milan è profondamente diversa rispetto a dodici mesi fa. Un anno fa i nerazzurri erano reduci dalla drammatica finale di Monaco, con Cristian Chivu chiamato a ripartire da un momento complicato. Oggi la squadra si presenta da campione in carica con la doppietta scudetto-Coppa Italia in bacheca.

Il tecnico romeno affronta il derby con l’obiettivo di batterlo per la prima volta da allenatore nerazzurro. Il nuovo status lo porta a esporsi con maggiore chiarezza sul mercato, senza alzare i toni ma mettendo in chiaro le esigenze. La dichiarazione sull’esterno destro ancora mancante dopo la vittoria ai rigori sul City («Lo vedete anche voi…») ne è un esempio.

L’adattamento di Diouf in fascia resta un’opzione perché il francese sa accentrarsi e puntare l’avversario, ma serve un profilo più esplosivo. Non a caso è tornato d’attualità Moussa Diaby, con Nico Gonzalez che piace come alternativa. L’arrivo di John Stones ha tamponato le partenze di Acerbi e De Vrij, ma la propensione dell’inglese agli infortuni non lo rende la colonna del futuro.

Il vero obiettivo per la difesa rimane Cristian Romero: l’accordo con il Tottenham per 40 milioni c’è, si attende che l’argentino abbassi le pretese di 6,5 milioni di ingaggio. A centrocampo l’oggetto del desiderio è da mesi Curtis Jones del Liverpool. Con la conferma delle qualità di Stankovic, il budget ancora intonso e gli incassi dalle probabili cessioni di Frattesi, forse Pavard e sicuramente Asllani (magari nell’affare Diaby), l’Inter stile Premier voluta da Chivu sarebbe pronta a rispettare il suo mandato di squadra da battere.

Il riferimento al calcio inglese non è casuale. Le due sconfitte casalinghe con Liverpool e soprattutto Arsenal nella scorsa Champions hanno convinto il tecnico della necessità di aumentare l’intensità, per fare la differenza negli scontri diretti non solo in Serie A ma anche in Europa.