L’organico dell’Inter non è ancora completo mentre la squadra è impegnata in tournée. Secondo La Gazzetta dello Sport, il club nerazzurro mantiene un accordo sul principio base: servono profili capaci di migliorare un gruppo già forte e di aiutare i giovani a crescere, non calciatori ordinari.
La qualità di Aleksandar Stankovic, classe 2005 come Pio Esposito, e persino la sfrontatezza dei baby attaccanti Mosconi e Lavelli entrano in un ragionamento futuribile che stuzzica il fondo Oaktree. Tuttavia i ragazzi hanno diritto di imparare i dettagli e le sfumature con i loro tempi e i loro modi, lavorando fianco a fianco con i colleghi più affermati e titolati.
Quindi ben vengano i giovani, ma servono anche idee che alzino il livello. Soprattutto in Champions League. Per competere con le grandi squadre europee serve qualcosa di più. Per lottare con gli squali della Champions – citazione di Mourinho, che ora è tornato a nuotare tra i pescecani – bisogna attrezzarsi con le intuizioni e le idee che possano minimizzare gli effetti del gap finanziario.
Al netto delle cessioni, alcune delle quali sono auspicabili per aumentare la liquidità, l’Inter dispone di un budget di 50 milioni che certamente non è abbastanza per avvicinare il PSG, il Bayern, le grandi d’Inghilterra e di Spagna. Ma un anno e mezzo fa, quando Simone Inzaghi spazzava via Bayern e Barcellona raggiungendo la finale di Monaco, niente appariva impossibile.
L’FC Internazionale proverà a essere all’altezza del suo nome anche fuori dai confini domestici: per giocare un torneo migliore della scorsa stagione, rovinato dalla doppia sconfitta con il Bodo nei playoff, potrebbe essere sufficiente la squadra attuale. Per sognare, no, conclude il giornale sportivo.