Nella rosa difensiva dell’Inter serviva un elemento di carattere e personalità. Romero è il profilo scelto per questo ruolo, un calciatore dalla tempra decisa che ricorda alcuni interpreti del passato nerazzurro. La trattativa con il Tottenham prosegue per portare l’argentino a Milano, nonostante le richieste economiche elevate e un’età che si discosta dalla strategia abituale di Oaktree, più orientata verso calciatori sotto i 25 anni.
Secondo La Gazzetta dello Sport, Chivu apprezza in lui qualità che vanno oltre l’aspetto tecnico. Il soprannome Cuti, che lo accompagna sin dall’infanzia quando la sorella maggiore Aldana storpiava il suo nome Cristian, non deve trarre in inganno. Quando Son, compagno agli Spurs, gli chiese se derivasse dall’inglese “cutie” (carino), la risposta fu negativa: sul campo non c’è nulla di gentile nel suo modo di difendere.
La rosea lo definisce “il diretto discendente di Walter Samuel”, oggi suo vice allenatore nella nazionale argentina. Il paragone si estende ad altri pilastri della retroguardia nerazzurra del passato: Lucio, Cordoba e Materazzi, elementi che hanno saputo unire solidità difensiva a carattere e mentalità vincente. In un reparto arretrato che già vanta piedi buoni con Bastoni, intelligenza posizionale con Akanji e baldanza atletica con Bisseck, mancava proprio il duro della compagnia. Romero completerebbe il mosaico con la sua grinta, colmando una lacuna specifica nel pacchetto difensivo a disposizione del tecnico.