ESCLUSIVA – Mariano Gonzalez: “Inter nel cuore, Conte la farà vincere. Adriano, che spreco! Maicon era pazzo: quella torta-Scudetto…”

ESCLUSIVA – Mariano Gonzalez: “Inter nel cuore, Conte la farà vincere. Adriano, che spreco! Maicon era pazzo: quella torta-Scudetto…”

Il centrocampista argentino apre l’album dei ricordi: “Materazzi e Samuel facevano paura agli avversari. Icardi? L’Inter dovrebbe accontentarlo: è un campione”

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

Dall’Inter al… Santamarina! La carriera di Mariano Gonzalez, centrocampista argentino che ha vestito la maglia nerazzurra nella stagione 2006/2007, sta volgendo al termine, non prima però di aver giocato nel club della sua città, Tandil, in provincia di Buenos Aires.

La redazione di Passioneinter.com lo ha contattato in esclusiva per parlare del suo passato a Milano, ma anche del futuro della Beneamata.

Come procede la tua carriera in Argentina? A 38 anni hai ancora molta voglia di giocare e fare gol!

“Le cose vanno bene, ora ho la possibilità di giocare nella mia città natale, Tandil. In questi ultimi anni una squadra della città è salita nella seconda serie argentina e così ho avuto la possibilità di giocare vicino alla mia famiglia ed ai miei amici. E’ molto bello poter giocare a calcio nella mia terra”.

Segui ancora l’Inter ed il calcio italiano?

“Sì guardo ancora le vostre partite. Non solo l’Inter, ma tutta la Serie A. Ovviamente l’Inter, il Palermo ed il Porto sono le mie squadre preferite: per loro mantengo un affetto speciale”.

Che ricordo hai del tuo periodo a Milano?

“Ricordi speciali. Passare da una piccola squadra ad una big del calcio europeo e mondiale come l’Inter è stata una sorpresa ed è stato emozionante, difficile da spiegare. Trovarmi all’improvviso a condividere lo spogliatoio con giocatori come Figo, Ibrahimovic, Crespo, Cruz, Adriano, Zanetti, Cambiasso, Samuel, Materazzi, Grosso, Julio Cesar, mister Mancini… Un’esperienza unica. Ho cercato di viverla con naturalezza, ma sono opportunità che si hanno una o due volte nella vita”.

Che rapporto avevi con Mancini?

“Un rapporto molto buono. All’inizio era molto difficile entrare fra i convocati, perché all’inizio dell’anno c’erano molti nomi importanti e tutti erano in condizione di giocare. Mi è toccato aspettare un po’, però poi a lungo andare ho trovato spazio, cominciando dalla panchina e poi entrando in campo sia in campionato, che in Champions ed in Coppa Italia. Lui è stato eccellente con me, è un’eccellente persona, un allenatore di grande personalità e carisma, qualità che ci vogliono per tenere in mano spogliatoi importanti. Avrò sempre parole di ringraziamento per lui, che con me si è sempre comportato in maniera splendida”.

Uno spogliatoio pieno zeppo di campioni: siete sempre andati d’accordo?

“Sì, mi sono sempre trovato molto bene con tutti. Loro erano grandi campioni e con me si sono sempre comportati in maniera egregia. Non ricordo che ci fossero mai stati problemi fra nessuno: ci siamo sempre trattati con grande rispetto reciproco e penso che sia stato questo il segreto del successo che abbiamo avuto e la differenza con le squadre che sono arrivate dopo di noi”.

Avevi paura ad essere marcato da Samuel e Materazzi in allenamento?

“(ride n.d.r.) No, più che altro perché mi sono reso conto che trattavano peggio i nostri avversari rispetto a quanto non facessero con me! Certo, erano molto duri e preparati, molto forti anche tecnicamente. Aggiungo anche Cordoba. Era molto difficile competere con loro, ma probabilmente non avevo il timore che avevano i nostri rivali nell’affrontarli!”.

In quella squadra c’erano alcuni giocatori un po’ “matti”, come Maicon: ricordi qualche scherzo in particolare nello spogliatoio?

“Già che lo menzioni, riguardo Maicon mi viene in mente un episodio molto divertente. Dopo aver vinto lo Scudetto, stavamo viaggiando da Siena a Milano. All’arrivo, nell’Hotel Melià, abbiamo trovato ad aspettarci una grande torta che raffigurava lo Scudetto vinto. Era bella grande, più di un metro per lato, piena di crema. Neanche 5 minuti dopo il nostro arrivo, quel matto di Maicon, assieme ad Adriano ha infilato la faccia nella torta, senza motivo. Non ci siamo mai più goduti quella torta. Era davvero matto”.

In nerazzurro hai giocato con Recoba e Adriano: enormi potenzialità, espresse però soltanto fino ad un certo punto. Come mai secondo te?

“Recoba è stato il giocatore con più qualità e talento che io abbia mai incontrato. Era diverso da tutti gli altri. Però ha avuto sempre problemi fisici e muscolari che lo hanno frenato nella parte più importante della sua carriera. Come campione era fuori discussione. Lo stesso vale per Adriano, che faceva la differenza con caratteristiche diverse dal Chino. Per problemi personali, come la morte del padre e le cattive influenze, ha sprecato il suo talento, ma come calciatore e come persona era un fuoriclasse”.

Come vedi l’Inter con Conte?

“E’ un allenatore molto bravo e preparato. E’ all’altezza di una grande squadra come l’Inter. Spero che con lui i nerazzurri possano ritrovare quella grandezza smarrita negli ultimi dieci anni. Sicuramente Conte ha le capacità per trionfare anche con l’Inter”.

Cosa ne pensate in Argentina di Lautaro Martinez? Può diventare un campione?

“Sicuramente ha un futuro molto grande, non sappiamo ancora dove possa arrivare. Di sicuro però ha grandissimo potenziale. E’ ambizioso, ha grandi spunti offensivi, è un goleador ed è aggressivo. Penso di sì: può diventare un grande attaccante, centravanti o seconda punta che sia. Avrà successo grazie alla sua mentalità: è un grande lavoratore”.

Al posto dell’Inter, venderesti Icardi?

“Se fossi dirigente dell’Inter cercherei di parlare con Icardi per capire cosa vuole, più che guardare cosa vuole il Club. Penso che se guardiamo al calciatore, siamo di fronte ad un campione. Però negli ultimi tempi ha avuto più che altro problemi fuori dal campo: secondo me dipenderà da lui, da quello che vorrà fare”.

Hai giocato a San Siro: è stato deciso di abbatterlo per costruire un nuovo impianto. Che cosa ne pensi?

“Di San Siro ho i ricordi migliori della mia carriera. E’ un grande peccato che abbiano deciso così, però il calcio, così come il Mondo, oggi funzionano così. Personalmente, per quello che significa per il calcio, per l’Italia e per la sua storia, non lo abbatterei mai”.

LA REDAZIONE DI PASSIONEINTER.COM RINGRAZIA MARIANO GONZALEZ PER LA GENTILEZZA DIMOSTRATA

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