Il futuro di San Siro in vista di Euro 2032 resta incerto, ma il ministro dello Sport Abodi ha chiarito che lo stadio milanese rimane un’opzione concreta. “Intanto si tratta di non cancellare con una matita rossa quello che già c’è, nel senso come backup c’è San Siro”, ha spiegato il ministro in un’intervista al Messaggero. “Non è una soluzione auspicata e auspicabile, ma è un dato di fatto”.

Le tempistiche imposte dalla UEFA sono stringenti e complicano il quadro. L’organismo europeo chiede che l’intervento sia cantierabile entro marzo 2027, una scadenza che Abodi preferisce non commentare: “Questo lo lasciamo alle valutazioni dell’Uefa”.

Nel frattempo Inter e Milan, che hanno acquistato lo stadio, l’area e i diritti edificatori, continuano a lavorare per portare avanti il progetto del nuovo impianto. “I due club stanno continuando a lavorare perché l’obiettivo permane il nuovo stadio”, ha precisato il ministro.

Resta da capire se San Siro potrà effettivamente ospitare alcune partite dell’Europeo o se le due società riusciranno a rispettare le tempistiche richieste dalla UEFA per la costruzione del nuovo stadio.