23 Febbraio 2015

Cagliari-Inter 1-2: La terza consecutiva arriva, ma quanta sofferenza!

Avvio vibrante e intenso al Sant’Elia e partita veloce fin da subito tra due squadre affamate di punti per diversi obiettivi. Il canovaccio diventa subito chiaro con l’Inter che prende in mano il pallino del gioco con Vidic e Medel tessitori di gioco a sorpresa e Cagliari che prova a far male in ripartenza con il pressing alto. Fase di studio per i primi 15′, dove le due squadre si pungono senza farsi veramente male: al 15′ apre però le danze Icardi che parte in azione di contropiede e scucchiaia un pallone con i giri millimetrici a Podolski che se la ritrova davanti a Brkic. Il tedesco dribbla tutti ma non tira e l’azione si perde inesorabilmente. L’occasione di riscatto 4 minuti dopo: Santon sfonda e mette sulla testa del numero 11 che da posizione favorevolissima gira sciaguratamente a lato: non è aria. Poche tracce di Cagliari e i nerazzurri crescono: enorme palla gol per Brozovic al 30′ servito da Santon a seguito di una discesa irresistibile, ma Brkic dice no sia al tentativo del croato che alla ribattuta di Icardi. Ancora Inter: missile di Guarin dai 25 metri, rasoterra a incrociare e Brkic c’è. Poco dopo i padroni di casa battono un colpo: Mpoku fa secco Campagnaro e sfonda sulla sinistra, palla in mezzo per Cop su cui si avventa Carrizo alla disperata e mura l’attaccante croato. Fase favorevole ai sardi che ci provano ancora con Donsah, tiro dai 30 metri che sorvola la traversa nerazzurra, che rispondono al 42′ ancora con Podolski su invito di Guarin: l’ex Arsenal stavolta colpisce bene ma mira troppo alto. Il tempo per il colombiano di provarci da fuori ed è duplice fischio.

La ripresa si apre nel segno dell’Inter e di Kovacic, che arriva a rimorchio in area su controllo di Icardi e la piazza alle spalle di Brkic per l’1-0. Sembra una liberazione per i nerazzurri che invece iniziano a soffrire tremendamente gli assalti dei padroni di casa, non tanto per la manovra sarda quanto più per la fiera degli orrori che caratterizza da qui in poi la fase difensiva dell’Inter. Si parte da un buco di Vidic, fin lì perfetto, su cui Cossu apre troppo il destro a tu per tu con Carrizo; un minuto dopo sfonda Mpoku a destra e prova il tunnel a Carrizo che non ci casca, dopodiché Juan Jesus e lo stesso portiere argentino. mettono altre due pezze nei successivi due minuti. Sono fasi di totale apnea in cui l’Inter non è più in grado di ripartire, ma nemmeno di liberare gli ultimi 16 metri e allora Longo, appena entrato, cerca il gol dell’ex trovando ancora il tallone di Carrizo. Quando i nerazzurri sembrano ormai destinati ad incassare il punto del pari, ecco la ripartenza killer, che Icardi conclude con la sterzata sul sinistro e il gol ad incrociare proprio là all’angolino alto: meraviglioso 14° sigillo stagionale in Serie A. Tutto finito? Neanche per idea, giacché Longo scherza sul duello fisico Juan Jesus e scarica un missile che incoccia il palo, la schiena di Carrizo e finisce la sua corsa in rete: 1-2 a 15 dal termine e per l’Inter si materializzano i fantasmi del finale di partita, già incontrati nell’ultimo periodo. Quasi quasi a Longo riesce il doppio colpo dell’ex all’84’ ma la palla attraversa l’area piccola senza centrare il bersaglio grosso e per Mancini, che ne frattempo aveva inserito Dodò per Podolski ed Hernanes per Brozovic, arriva un sospiro di sollievo. Rimane il tempo per una traversa clamorosa colpita da Hernanes ed arriva il triplice fischio: dopo 28 mesi e 20 giorni, l’inter torna a vincere tre partite consecutive in Serie A.

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