Il contatto tra Sucic e Helgason e il mancato rigore per il tocco di Bisseck: i due episodi arbitrali di Venezia–Inter hanno acceso il dibattito nel post-partita. Attraverso il podcast Gian&Giac, disponibile su YouTube, l’ex arbitro Calvarese ha analizzato entrambe le situazioni, offrendo una lettura tecnica che in parte giustifica le decisioni di Pairetto.

Sul primo episodio, il contatto tra i due centrocampisti, Calvarese ha spiegato di non aver avuto la sensazione del rigore neanche in tempo reale: «È come se lo scarpino del giocatore del Venezia strusciasse quello dell’Inter». Poi ha aggiunto un riferimento al cambiamento di criterio rispetto alla stagione precedente: «L’anno scorso tocco voleva dire fallo e addirittura VAR. Per me è molto simile a Vergara in Genoa-Napoli. Quest’anno sembra normale non assegnare questo rigore perché è un passaggio sopra lo scarpino: il salto che abbiamo fatto dall’anno scorso a quest’anno è tanto».

Ben diversa la reazione iniziale sul secondo episodio, quello che ha coinvolto Bisseck: «Sono saltato sulla sedia, ho pensato subito al rigore e all’intervento del VAR». Dopo aver rivisto le immagini più volte, però, la valutazione si è fatta più articolata. «Ho guardato tutti i replay e tutte le telecamere, non ho capito l’intervento del VAR, ma anche le reazioni dei giocatori mi sono sembrate troppo lievi».

Calvarese ha poi chiarito il proprio ragionamento finale: «Sono convinto che sarebbe stato calcio di rigore se non ci fosse stato il tocco sul pallone. Devo dire che la ricostruzione di Pairetto che indica il pallone ci sta, posto che, se lo assegni dal campo, secondo me è da VAR perché prende il pallone in un primo momento». L’ex fischietto ha concluso sottolineando che il sistema di revisione avrebbe comunque funzionato da rete di sicurezza: «Per quanto ci sia la soglia alta, se avesse sbagliato fischiando il rigore il VAR sarebbe intervenuto, perché il tocco del pallone lo fa schizzare di 45°».