Nel 2021/22 il costo della rosa dell’Inter — tra stipendi e ammortamenti dei cartellini — assorbiva il 109% dei ricavi operativi, pari a 322 milioni di euro. Ogni 100 euro incassati dal club, 109 venivano spesi solo per la squadra, prima ancora di considerare le altre voci di gestione. Un’incidenza difficile da reggere nel tempo.

Il percorso di risanamento è stato graduale. La stagione 2022/23, quella della finale di Champions League ad Istanbul, ha visto i ricavi operativi crescere fino a 386 milioni, con il peso della rosa che si è ridotto all’82%. L’anno successivo, nel 2023/24, il fatturato ha raggiunto 399 milioni con un’incidenza ridotta al 76%. È importante notare, secondo i dati pubblicati da Football Benchmark, che questo miglioramento era già in corso prima dell’arrivo di Oaktree: dal 109% del 2021/22 al 76% del 2023/24, la riduzione è avvenuta nella gestione precedente.

Con Oaktree al timone, il percorso è proseguito. Nel 2024/25, stagione segnata dalla finale di Champions League e dalla partecipazione al Mondiale per Club, i ricavi operativi hanno toccato il record di 546 milioni e la quota del costo della rosa si è assestata al 58%. Nell’arco di cinque stagioni, l’incidenza è calata di 41 punti percentuali, mentre l’Inter raggiungeva due finali europee e conquistava il ventesimo scudetto.

Nel 2025/26 il rapporto è risalito al 68%, ma i numeri spiegano perché. La prematura uscita dalla competizione europea per mano del Bodø/Glimt e il mancato accesso alle manifestazioni extra che avevano gonfiato il bilancio precedente hanno compresso i ricavi operativi a 462 milioni, segnando un calo di 84 milioni rispetto all’esercizio precedente. Il costo della rosa è rimasto invece su livelli pressoché invariati: intorno ai 317 milioni nel 2024/25 e attorno ai 314 milioni nel 2025/26, sempre secondo le stime ricavate dai dati di Football Benchmark. Il peggioramento del rapporto, quindi, dipende dalla contrazione dei ricavi, non da un aumento delle spese sui calciatori.

Sul fronte finanziario più ampio, Football Benchmark segnala che nelle cinque stagioni considerate il debito finanziario netto si è ridotto del 16%, scendendo da 350 a 293 milioni di euro, mentre gli oneri finanziari si sono ridotti del 45%, da 50 a 28 milioni. Nonostante il rallentamento del 2025/26, l’Inter ha chiuso il secondo bilancio consecutivo in utile.

Il confronto complessivo tra il 2021/22 e il 2025/26 resta eloquente: i ricavi operativi sono passati da 322 a 462 milioni, con una crescita del 44%. Se cinque anni fa il costo della rosa superava l’intero fatturato operativo, oggi ne rappresenta circa due terzi. Un equilibrio strutturalmente diverso, che consente al club di investire sulla competitività riducendo al tempo stesso la pressione sui conti.