Sette partite senza vincere il derby, 922 giorni dall’ultimo successo: sono questi i numeri che pesano sull’Inter alla vigilia della stracittadina contro il Milan. L’ultimo acuto risale al 22 aprile 2024, la storica notte della seconda stella. Da allora, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i nerazzurri hanno accumulato una serie negativa che Chivu ha ereditato e che non ha ancora saputo interrompere.
Il quotidiano sottolinea come questa striscia, totalmente slegata dall’andamento dei campionati — l’anno scorso entrambi i derby sono finiti 1-0 per i rossoneri — rappresenti uno dei principali stimoli in vista della partita. Chivu ha già dimostrato di saper spezzare sequenze negative, come avvenuto in Champions League dove era reduce da quattro sconfitte consecutive. Il rischio, però, è che si ripeta la stessa tensione vista contro lo Shakhtar, poi battuto in dieci uomini con una rete di Carlos Augusto.
Sul piano tattico, l’Inter continuerà a difendere con la linea alta, con l’obbligo di recuperare palla rapidamente in caso di perdita. In campionato il sistema sta reggendo: i nerazzurri hanno conquistato 13 punti su 25 disponibili dopo essere passati in svantaggio, un record nell’era dei tre punti. Resta però la sensazione che la squadra non sia ancora del tutto a proprio agio con questo atteggiamento, e Chivu non vuole continuare a dover ribaltare l’inerzia della partita all’intervallo come già accaduto in più di un’occasione.
A questo si aggiunge il capitolo assenze: la mancanza di Lautaro, Pavard, Stones, Jones e Luis Henrique è definita pesante dal Corriere della Sera. Due stimoli, dunque, uno legato alla storia recente e uno all’emergenza in organico, che spingeranno i nerazzurri ad affrontare il derby con una motivazione extra.