Sabato Chivu tornerà all’Olimpico da allenatore per la seconda volta. Un ritorno che riporta alla memoria una storia mai davvero sanata tra il tecnico e l’ambiente giallorosso, segnata da episodi che hanno lasciato il segno.
Il rapporto si ruppe definitivamente nell’estate 2007, quando Cristian accettò l’offerta dell’Inter. Durante le trattative, al primo allenamento allo stadio Flaminio, venne pesantemente insultato dai tifosi. Daquel momento, ogni suo ritorno nella capitale da giocatore nerazzurro fu accompagnato da fischi assordanti.
Le tensioni però erano iniziate prima. A novembre 2005, dopo Roma-Strasburgo, ai microfoni di Sky elogiò Fabio Capello, all’epoca alla Juventus e figura non gradita all’ambiente capitolino: “Mi ha portato a Roma e lo ringrazierò sempre. Sarebbe un piacere tornare a lavorare con lui. Io sto qui, ho altri due anni e mezzo di contratto. Però nel calcio non si sa mai, mica decidiamo noi giocatori”. La reazione fu immediata: fischi a ogni partita casalinga e una situazione così pesante da costringerlo a rivolgersi a uno psicologo, come lui stesso ammise in seguito.
Il punto più basso arrivò il 5 maggio 2010, alla terza stagione milanese. Cristian vinse la Coppa Italia all’Olimpico proprio contro i giallorossi, primo passo verso lo storico Triplete. Esasperato dal clima ostile, al fischio finale mostrò palesemente il dito medio al pubblico romanista. Un gesto che gli costò il deferimento e per cui si scusò pubblicamente: “Potrei raccontare tante motivazioni per spiegare o per giustificare un gesto istintivo, ma quando si sbaglia si chiede scusa”.
Sabato tornerà nella capitale e probabilmente riceverà qualche fischio. Per l’allenatore nerazzurro, ormai, non sarà più un problema.