A una settimana dall’inizio del campionato, Paolo Condò ha analizzato sulle colonne del Corriere della Sera il divario tra l’Inter e le altre grandi del campionato italiano. Secondo il giornalista, i nerazzurri partono con un vantaggio netto sulla concorrenza.
Nelle ultime tre stagioni la squadra milanese ha raccolto 262 punti, contro i 211 del Napoli, secondo in questa speciale classifica. Una differenza di 51 punti, che si traduce in una media di 17 punti a torneo. “Un fossato così profondo non si colma nello spazio di un mercato”, ha scritto Condò, sottolineando come questo divario rappresenti un vantaggio significativo rispetto alle rivali.
Le altre grandi sono tutte vicine tra loro: la Juventus a 210 punti, il Milan a 208, la Roma a 205 e l’Atalanta a 202. Secondo il giornalista, questi club si sono scambiati gli allenatori alternando rivoluzioni e restaurazioni, mentre i nerazzurri hanno mantenuto una continuità superiore.
Il richiamo di Marotta a una Champions League ambiziosa rivela, secondo Condò, come un club così forte necessiti di obiettivi più alti. Il giornalista ha citato l’esempio di Spence, che attacca meno di Dumfries ma è più puntuale in fase difensiva, permettendo l’opzione di schierarsi a quattro e aggiungere un centrocampista o un’ala per giocare come le grandi d’Europa.