Chivu: “Ecco come stanno gli italiani. Bastoni via dall’Inter in estate? Posso dirvi che…”
Le dichiarazioni del tecnico nerazzurro alla vigilia di Inter-Roma
Alla vigilia di Inter-Roma, sfida valida per la 31ª giornata di Serie A e prima uscita dopo la sosta, Cristian Chivu risponderà alle domande dei giornalisti in conferenza stampa presso il BPER Training Centre di Appiano Gentile. Di seguito le dichiarazioni del tecnico nerazzurro.
Ci sono stati i giocatori in nazionale che hanno staccato un po’ da quello che era vivere un gruppo squadra. Sono andati da altre parti. Purtroppo alcuni di loro non sono riusciti a raggiungere quello che era il loro desiderio, il loro obiettivi e la loro voglia. Sono tornati consapevoli del fatto che ci aspetta un fine stagione impegnativo dove dobbiamo essere competitivi e fare del nostro meglio.
Io ho a che fare con dei grandi campioni dal punto di vista umano perché me lo hanno fatto vedere e lo hanno fatto vedere in passato. Hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo aver assaggiato l’amarezza. Hanno imparato che in questo sport ogni tanto si casca, non si raggiunge l’obiettivo, ma l’importante è sapersi rialzare, la reazione il carattere che possono mettere in mostra per i compagni, per la società e l’amore dei tifosi. Lo sanno che le delusioni fanno parte del gioco e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato perché mi hanno fatto vedere che ho a che fare con uomini con valori, qualità e molte certezze in quello che è questo gruppo.
Per me i risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato. Voi parlate di 14 vittorie, io parlo di 18 gare dove ne abbiamo vinte 14, pareggiate 3 e persa una e penso che sia un ritmo direi molto buono perché certi drammi per un pareggio si fanno solo con l’Inter e non con altre squadre. Fanno parte di un campionato, di quella che è una partita normale in una domenica normale. Sì magari volevamo fare di più ma direi che siamo primi in classifica e siamo riusciti ad essere competitivi. Siamo riusciti a mantenere le aspettative nostre. Ovvio che poi a livello individuale ogni giocatore è indispensabile: lo è Lautaro, lo è Luis Henrique e lo è Andy Diouf, visto che sono quelli che hanno giocato meno. Ognuno di loro sa quanto è importante avere tutti a disposizione e pronti mentalmente e fisicamente. Essere la loro miglior versione.
Cosa è cambiato rispetto all’andata? Sappiamo tutti quello che è la Roma, la forza del gruppo e dell’allenatore che è riuscito ad imprimere la sua identità. La prossima partita è sempre più importante, dobbiamo essere pronti a ritrovare un po’ di convinzione, a dare un po’ di intensità e accettare quello che la Roma propone. Bisogna avere coraggio, personalità e ambizione giusti per portare a casa una gara complicata.
Ho parlato prima di valori, di certezze e qualità. Questo gruppo ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo e siamo diventati. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo alzato la testa e ci abbiamo messo sempre la faccia. Qui parlo anche di Bastoni che ho lasciato con le stampelle e poi l’ho visto tre giorni dopo in campo in nazionale. Questi giocatori accettano ogni critica nonostante i momenti di difficoltà come Ale Bastoni. Siamo consapevoli che riconoscenza nel mondo del calcio ce n’è poca, si punta sempre il dito e si cerca sempre qualcosa che non ha a che fare con i valori umani di questa squadra, soprattutto di Bastoni. Quindi lo ha fatto lui, lo fanno gli altri, ci mettono la faccia. Sono convinto che saranno pronti per la fine di questa stagione.
Come sta Bastoni? Nel mondo del calcio ho sempre detto che conta il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Io sono convinto che lui è dispiaciuto per l’accaduto ma contento per aver ricevuto il sostegno dei compagni in Nazionale, di quelli del club perché la faccia l’ha messa. Perché in un momento di difficoltà lui si è presentato lì con quello che aveva a disposizione per rappresentare un paese, per cercare di portare a buon fine quello che era il sogno di tutto gli italiani. Ma il sogno più grande era il loro. Nonostante le condizioni fisiche lui ha dato la disponibilità in quel momento e questo per me, non tanto da allenatore ma da uomo di sport, vale tanto. Capisco certe dinamiche del calcio, capisco cosa vuol dire fare 10 giorni di stampelle e poi metterci la faccia e prenderti la responsabilità di quella partita. Poi quello che conta è quello che ricevi: l’amore dei compagni, la stima, l’affetto perché sanno che ci hai messo la faccia e hai dato la disponibilità.
Io vedo, sento e ascolto delle cose che non hanno a che fare con quello che sono i valori dello sport che io ho. Per esempio, l’episodio post Juve dove si era creata una gogna mediatica io dopo non l’ho più vista. Però finché si tratta dell’Inter, di quello che qualcuno dice che sono i favori nei confronti dell’Inter allora si mettono giocatori e società in piazza per tirargli i sassi. Ma quando si tratta di episodi a sfavore o contro nessuno dice più nulla. Questa è una domanda che dovrei fare io a voi perché siete voi che mi dovete rispondere. Noi accettiamo quelle che sono i pensieri sulla nostra squadra consapevoli del fatto che in Italia la prima in classifica è sempre la più odiata. Noi rappresentiamo una società grandiosa, una tifoseria meravigliosa e cerchiamo di mantenere un livello alto per questo. Anche chi va in nazionale cercano di regalare ai tifosi italiani qualcosa di importante. La colpa non è dei giocatori dell’Inter per la nazionale, noi ne abbiamo cinque convocati e non è colpa loro che fanno parte del gruppo Inter anzi per noi è un orgoglio. Le partite si possono perdere e vincere, ma si cerca di dare sempre in meglio in nazionale e con il club.
Pio? A me quello che mi interessava era sapere se ha chiesto lui di battere. La sua risposta è stata “sì” e mi è bastato questo perché si è preso la responsabilità ad un’età molto giovane, con la consapevolezza dell’importanza della partita. Ci ha messo la faccia e quando parlavo della responsabilità dal punto di vista umano questo è un buon segno per lui, per noi e anche per la nazionale.
Arbitri? Le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita e voi spesso mi chiedete chi gioca domani e io non rispondo è perché ho veramente tanti dubbi. Quindi pensate se mi metto a pensare pure ad arbitri, VAR e AVAR. Quello che mi interessa è la prestazione della squadra, di mettere in campo la miglior formazione che possa affrontare quel tipo di gara. Quella che deve essere la nostra preoccupazione in campo per cercare di essere dominanti, di dare il massimo. Perché questo deve essere il ruolo dell’allenatore. Se andiamo a vedere altro vuol dire che vediamo i fantasmi, che abbiamo paura di quello che accade nel mondo, del calcio. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare questa squadra ad esprimersi al massimo.
Thuram? Sono le ultime conferenze che si parla di Thuram. Io sono contento che lui ha segnato in nazionale perché anche la Francia si avvicina al Mondiale perché le aspettative sono alte anche per quella che è la selezione degli attaccanti. Marcus è una costante importante per la loro nazionale e lo ha dimostrato anche contro la Colombia. Per quanto riguarda noi sappiamo il suo lavoro e la sua qualità e lo sa anche lui. Sta lavorando per essere decisivo sia con gol e assist sia per il resto del lavoro. Lo vedo preoccupato di essere sempre concentrato sul lavoro che porta in campo tutti i giorni, di essere sempre pronto quando la squadra avrà bisogno di lui.
Consigli a Bastoni? Io devo dargli serenità, fiducia, le stesse cose che devo dare agli altri. Io non posso controllare quello che è il suo futuro, quello che lui vorrebbe fare. Quello che so io è che lui è contentissimo di stare in questa squadra e che da quando è qui ha sempre dato il 100%. Poi starà a lui decidere quello che è il suo futuro perché ognuno di noi è responsabile delle decisioni che prende. Ma finché è qua sono convinto che lui darà più del 100% per noi, che sarà per un paio di mesi o un paio d’anni ma non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse ma anche se io rimarrò, perché le incertezze nel mondo del calcio sono queste. Deciderà lui e sono convinto che a prescindere da quel che farà, il calcio mondiale di godrà sempre un giocatore di alta qualità.