La famiglia Spence ha diversi talenti: Djed, calciatore professionista, e la sorella Karla-Simone, attrice e doppiatrice che ha lavorato in diverse serie e programmi della televisione inglese. L’esterno destro è nato a Londra il 9 agosto 2000 da genitori giamaicani, e si definisce multiculturale: caraibico nella passione per la musica e per il cibo tipico della Giamaica, inglese nel british humour e nell’apprezzare il tè a colazione.

Cresciuto a Peckham, quartiere nel sud di Londra, ha iniziato a giocare nella squadra del suo borgo, il Peckham Town. Dopo un periodo con la Junior Elite di Croydon, è stato notato dal Fulham ed è entrato nell’Academy dei Cottagers. A 16 anni è passato al Middlesbrough, club con cui ha esordito tra i professionisti. Nel 2021 è andato in prestito al Nottingham Forest, vincendo la Championship e ottenendo la promozione in Premier League.

Rio Ferdinand, storico difensore centrale del Manchester United e della Nazionale inglese, è nato proprio a Peckham. Spence ha avuto il piacere di conoscerlo, ma fin da piccolo l’ex difensore ha rappresentato un esempio per lui e tutti i ragazzi del quartiere: il papà gli ha sempre raccontato la storia di Rio come un modello da seguire. Ogni volta che passava davanti alla casa di Ferdinand, suo padre gli ricordava da dove fosse partito un grande giocatore come lui. Rio è una parte importante della cultura dei ragazzi di Peckham.

Acquistato dal Tottenham Hotspur nel 2022, Spence è stato mandato in prestito prima al Rennes, in Francia, poi al Leeds United e tra gennaio e giugno 2024 al Genoa. Proprio con i rossoblu ha trascorso sei mesi che gli hanno permesso di conoscere la Serie A e il calcio italiano, oltre a crescere umanamente. Durante quel periodo ha condiviso lo spogliatoio con Josep Martinez, attuale portiere nerazzurro: a Genova i compagni lo avevano soprannominato Chill Guy, ragazzo tranquillo. “Why? Because I’m a Chill Guy!”.

Nei sei mesi in rossoblu ha collezionato in totale 16 presenze, tutte in campionato. Tra queste ce n’è una più speciale delle altre: Inter-Genoa 2-1 del 4 marzo 2024 a San Siro, quando è entrato in campo al 62′ giocando i suoi primi 28 minuti nell’impianto milanese. Un’emozione difficile da dimenticare nello stadio che ora è diventato anche il suo.

Tornato al Tottenham, ha giocato una stagione da protagonista vincendo l’Europa League nel 2024/25: l’esterno ha totalizzato 41 presenze, conquistandosi la convocazione al Mondiale 2026 con l’Inghilterra, competizione terminata con la conquista della medaglia di bronzo da parte della Nazionale dei Tre Leoni.

Da bambino non giocava solamente a calcio: per un periodo ha praticato il taekwondo, un’arte marziale nata in Corea del Sud, basata soprattutto sulla lotta con i calci. Il taekwondo è presente anche nel programma olimpico fin dall’edizione del 1988, tenutasi a Seoul.

La leggenda nerazzurra preferita di Spence? La sua risposta è molto semplice: R9, Ronaldo il Fenomeno. Ogni spiegazione sarebbe superflua, considerato che il brasiliano è uno dei giocatori più forti mai visti su un campo da calcio.

Sui suoi profili social utilizza spesso l’hashtag GODSPEED, parola stampata anche su un braccialetto che porta spesso con sé. Per lui il significato sta nella parola stessa: ogni cosa nel mondo si muove alla velocità voluta da Dio. È pronto ad affrontare ogni situazione, perché ha fede che ogni cosa è nelle mani di Dio.

Spence è diventato il quinto inglese della storia dell’Inter: il primo è stato Gerry Hitchens, attaccante che ha giocato tra il 1961 e il 1962 collezionando 43 presenze e 20 gol. Più recenti sono Paul Ince, centrocampista grintoso che ha vestito la maglia nerazzurra tra il 1995 e il 1997 totalizzando 73 presenze e 13 gol, e Ashley Young, in nerazzurro tra gennaio 2020 e giugno 2021 con 59 presenze, 5 reti e la vittoria di uno Scudetto. A Milano si riunirà con John Stones, il quarto inglese della storia dell’Inter, difensore con il quale ha condiviso l’avventura nel Mondiale nordamericano concluso con il terzo posto.