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UEFA SUPERLEGA

Perez: “Calcio gravemente malato, Superlega la soluzione. Nel 2024 sarà tardi”

Nel 2024 entrerà in vigore il nuovo format della Champions League

Lorenzo Della Savia

Ripetiamolo insieme: la Superlega non sarebbe mai stata un'alternativa ai campionati nazionali, ma sarebbe semplicemente coesistita con essi. Se è passata l'idea contraria, ciò va imputato al disastro comunicativo messo in atto dai propugnatori del super-torneo: tra questi, indubbiamente, anche Florentino Perez, che qualche sera fa diede buca a un'intervista radiofonica ma che poi - tra Cadena Ser e il quotidiano AS, cui appartengono i virgolettati che andiamo di seguito a riportare - ha avuto abbondantemente modo di far valere le ragioni della Superlega: peccato che, in quel momento, le pecore fossero già scappate dall'ovile.

Interpellato dal sopra citato quotidiano spagnolo, Perez ha detto: "Superlega contro i campionati nazionali e senza meritocrazia? Nessuna delle due cose è vera, ma tutto è stato manipolato. Il progetto della Superlega è il migliore possibile per aiutare il calcio a uscire dalla crisi. Il calcio è gravemente malato perché la sua economia sta affondando e dobbiamo adattarci ai tempi in cui viviamo. La Superlega non va contro i campionati nazionali e punta a far fluire più soldi per tutto il movimento calcistico".

Più che i campionati nazionali, infatti, la Superlega avrebbe sostituito la Champions League, che, messa così, non va bene: "La nuova riforma della Champions League non risolve il problema perché quella che è stata presentata non è nemmeno la migliore soluzione possibile - continua Perez - Inoltre, non possiamo aspettare sino al 2024. Qualcosa deve essere fatto perché i giovani, tra i 14 e i 24 anni, abbandonano il calcio perché li annoia di fronte ad altri eventi che preferiscono. Ci sono quattro miliardi di tifosi di calcio sparsi in tutto il mondo e la metà di loro sono fan dai club della Superlega".