Almeno sei infortuni muscolari registrati alla ripresa di campionato e coppe europee dopo la pausa settembrina: è il quadro tracciato dal Corriere dello Sport in un corsivo a firma Gallo, che trasforma i dati in un atto d’accusa verso chi governa il calcio. Tra i casi citati figurano quelli di Lautaro Martinez, Koné, Gabbia, Diao, Orsolini e Neres.

«Non era nemmeno quotata l’ecatombe di infortuni muscolari alla ripresa agonistica dopo tre settimane dedicate ad andare in giro per il mondo con la maglia della propria Nazionale oppure ad allenarsi sotto ritmo», si legge nel pezzo. «La sosta settembrina di venti giorni è stata l’ultima follia partorita dai signori del calcio che non riescono più a far stare nel calendario un numero abnorme di partite. E provano a estrarre dal cilindro la soluzione nella speranza che si riveli magica. Si procede per tentativi, e si vede. Ma è un gioco al massacro che si perpetua sulla pelle dei calciatori e si riverbera sulle casse dei club. Non era mai accaduto che si giocassero pochi match tra campionato e coppe europee, e poi ci salutasse per venti giorni».

Il corsivo allarga poi il ragionamento al piano politico, prendendo di mira la postura dei club. «Il punto politico ci sembra l’arrendevolezza dei club che fanno fatica a comprendere che nessuno tutelerà i loro patrimoni se non saranno loro a farlo», prosegue l’articolo. A fine settembre si è tenuta l’assemblea generale dell’EFC — European Football Clubs, l’organismo già noto come ECA — senza che, secondo il quotidiano, emergessero prese di posizione sul calendario o sulla salute degli atleti.

«La mattanza può proseguire. Come se fosse inevitabile. I continui infortuni muscolari e di conseguenza il logorio degli atleti sono ormai considerati un fisiologico effetto collaterale del calcio contemporaneo», conclude il corsivo, lasciando aperta la questione su chi debba farsi carico di cambiare la rotta.