Il marchio Inter ha raggiunto una dimensione globale, sostenuto dai recenti successi sportivi che hanno amplificato il valore commerciale del club. Nell’ultima stagione l’affluenza media a San Siro ha superato le 73 mila presenze, per un totale di oltre 1,8 milioni di spettatori e ricavi vicini ai 90 milioni, nonostante l’assenza delle fasi finali di Champions League. A parità di partite disputate, l’incremento economico si è attestato al 15% rispetto alla stagione 2024-25.

Sul fronte abbonamenti il tasso di rinnovo ha toccato quota 90%, un dato che conferma la solidità del legame tra squadra e tifosi. La conferma arriva secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, che sottolinea come tutto questo avvenga in attesa del nuovo stadio.

Le sponsorizzazioni commerciali hanno registrato numeri da primato. La manica della maglia nerazzurra vale ora 8,5 milioni, contro i 6 del precedente accordo: nessun club italiano raggiunge questi livelli, considerando che Milan e Juventus si fermano a 5 milioni ciascuno. Aggiungendo il back sponsor U-Power (5,5 milioni), il valore complessivo delle sponsorizzazioni sulla maglia è salito a 44 milioni.

Come ha osservato il dirigente Ricci, il vero valore di una partnership risiede nella capacità di creare rilevanza: “Il nostro obiettivo è trasformare la forza del brand Inter e la passione dei nostri tifosi in una piattaforma capace di accelerare gli obiettivi di business e di marketing dei nostri partner”.

L’Inter è stata il primo club europeo ad associarsi al marchio automobilistico cinese Byd, in forte espansione; un anno dopo sono arrivati Manchester City e Psg. Se l’accordo con Volvo era poco più di una fornitura, quello con Byd rappresenta una vera e propria partnership. Nei giorni scorsi i manager nerazzurri hanno visitato il quartier generale dell’azienda a Shenzhen, portando anche i trofei vinti nel 2025-26, in un tour sviluppatosi tra Hong Kong e l’Australia.

Sul portafoglio sponsor il club ha compiuto un lavoro di riduzione e selezione, aumentando di oltre il 70% il valore medio dei contratti non legati alla maglia. La strategia è chiara: meno partnership ma più ampie nei diritti concessi, meno partner ma brand più prestigiosi come Coca-Cola, Red Bull e Budweiser. È stato possibile anche perché l’Inter oggi può offrire una narrazione diversa rispetto al passato: quella di una squadra vincente e di una proprietà solida, con un progetto di medio-lungo termine.

Gli introiti da sponsorizzazione hanno così superato i 100 milioni, più del doppio nell’arco di un triennio. L’unico nodo resta lo sponsor tecnico. Il rinnovo con Nike, in vigore dal 2023, ha portato a un incremento del 70% rispetto al contratto precedente, ma i 28 milioni annui non sono in linea con l’attuale valore commerciale del club e con il benchmark di riferimento: Adidas versa oltre 40 milioni alla Juventus. Il vincolo scade nel 2031 e i nerazzurri cercheranno di rinegoziarlo.

Sul fronte digitale, l’Inter ha appena tagliato il traguardo dei 100 milioni di fan sulle piattaforme social, registrando un +20% su base annua: la migliore performance tra i top club a livello globale. Particolarmente rilevanti i dati di YouTube (oltre 10 milioni di iscritti, +135% da febbraio a luglio) e TikTok (4 milioni di follower in più nello stesso periodo).

I social rappresentano il terreno ideale per lo sviluppo internazionale del marchio: la fanbase negli Stati Uniti è aumentata del 25% nell’ultimo anno. Nella stagione della Seconda Stella i nerazzurri non figuravano nella top 20 dei club europei per crescita annua percentuale. Da allora è stata adottata una gestione della piattaforma digitale da grande property globale, ingaggiando influencer all’estero e aumentando i contenuti in lingua inglese.