Una partita compromessa in dieci minuti, una reazione rimasta a metà strada e una sconfitta pesante da digerire. A San Siro finisce 3-1 per il Milan, che si aggiudica il derby lasciando l’Inter con molte domande a cui rispondere.

La serata si mette subito in salita per i nerazzurri. Chivu aveva sorpreso tutti optando per un 3-4-2-1 al posto del consueto 3-5-2, con Diouf e Sucic schierati dietro a Thuram — unico punto di riferimento in attacco vista l’assenza di Lautaro Martinez. Il cambio di assetto non produce però gli effetti sperati: al 4′ Pulisic porta avanti i rossoneri, al 10′ Rabiot firma il raddoppio su corner. Due gol in dieci minuti che costringono l’Inter a rincorrere sin dall’inizio.

La squadra di Chivu trova però le risorse per non uscire mentalmente dalla partita. Al 21′ è Bastoni a riaprire il derby con un colpo di testa su corner di Calhanoglu, propiziato da una sponda di Akanji. I nerazzurri alzano il ritmo, aumentano la pressione e Maignan è costretto a un intervento decisivo su Spence. Il momento migliore dell’Inter dura però poco: al 43′ è Moreira a firmare il 3-1 dalla distanza con una punizione che supera Martinez.

Nel secondo tempo l’Inter cerca di riaprire i giochi. Viene assegnato un calcio di rigore per un presunto tocco di mano di Gila in area, ma dalle immagini emerge chiaramente il contatto col petto. I cambi di Chivu — dentro Zielinski, Mkhitaryan, Esposito, Bonny e Dimarco — non riescono a cambiare l’inerzia della gara. Il Milan gestisce il doppio vantaggio, gli spazi si chiudono e la rimonta resta un tentativo incompiuto.

Il 3-1 finale pesa non solo per il risultato, ma soprattutto per come la partita è scivolata via: una fragilità difensiva nei primi minuti, una reazione rimasta senza continuità e la maggiore concretezza avversaria nei momenti chiave. Chivu e il suo staff dovranno analizzare con attenzione questa serata, per evitare che le conseguenze si estendano ai prossimi appuntamenti.