Questa sera la stagione dell’Inter imboccherà una strada ben precisa. Gli ottavi di finale di Champions sarebbero fondamentali per arricchire le casse societarie, aumentare il prestigio del club e rafforzare la consapevolezza dei propri mezzi ai giocatori. Ora o mai più, serve una vittoria e la speranza sarà l’ultima a morire anche in ottica Camp Nou.

Sulle pagine del Corriere della Sera non manca, come di consueto, lo spazio ritagliato da Mario Sconcerti. Nella sua analisi, il giornalista prova a dare una chiave di lettura al percorso europeo degli uomini di Spalletti nel gruppo B: “Il PSV visto dall’Olanda è un’altra Juve: 42 punti in 15 partite. Poi scopri che i suoi avversari si chiamano Heracles, Venlo, Sittard. Perché l’Inter dovrebbe perdere contro i campioni di un Paese che oggi funziona solo da vivaio per tutti? Più facile accada che il Tottenham vinca a Barcellona, almeno ha grandi giocatori, forte interesse al risultato. Il Psv ha fatto un punto in 5 partite, è fuori da tutto con qualunque risultato.

“L’Inter in Champions soffre – prosegue l’opinionista –  la personalità altrui. È successo con il Barcellona e con il Tottenham, difficile succeda con il Psv, che è tecnico, veloce e inadeguato e molto giovane, cioè il lato opposto dell’autorevolezza. La Champions può dare all’Inter quell’ultima misura che le manca. In questo momento è più forte il nome della squadra, l’Inter non gioca da Inter, spesso non ha nemmeno la maschera della squadra completa. Ma quella ce l’hanno in pochi, l’abbiamo visto”.

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