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Dopo la prima, ecco la seconda parte della lunga intervista che Milan Skriniar ha concesso, direttamente dal ritiro di Lugano, ai colleghi del Corriere dello Sport.
100 milioni – «Sono sincero: io mi concentro sul fare bene il mio lavoro. Se poi dicono che costo così tanto, vuol
dire che sono andato bene».
Pressione – «Quando vai in campo non pensi a certe cose: lì, quando hai di fronte gli avversari, sei concentrato
solo sull’aiutare la tua formazione».
Lasciare l’Inter – «Si sono dette e scritte tante cose, ma per quello che so io non sono mai arrivate offerte ufficiali. Io volevo rimanere qua e sono rimasto rinnovando il contratto. Ora sono felice perché intendo continuare a indossare la maglia dell’Inter».
Fascia da capitano – «Sarebbe bello, ma non ci penso perché ora c’è Handanovic. Mi concentro solo sulla stagione che è appena iniziata».
Sensi e Lazaro – «Sensi mi piaceva anche quando giocava nel Sassuolo: tecnicamente è forte e ha un grande cuore. Lazaro è velocissimo: in allenamento mi ha davvero impressionato».
Cantare davanti a tutti – «Se li abbiamo già costretti a farlo? Ancora no. Piano piano quando torneranno tutti gli altri…».
Icardi e Nainggolan – «Sono qua con noi, lavorano con noi e stanno con noi in hotel. Certe decisioni sono di competenza della società e del mister e su certi argomenti è giusto che a rispondere siano loro».
Icardi alla Juve – «Mauro è un mio compagno di squadra e in questo momento non lo immagino in altre formazioni».
Attaccante più pericoloso – «Cristiano Ronaldo. Anche se a volte in campo sembra camminare, gli basta una palla buona per segnare».
Dzeko – «Uno molto scomodo perché fisicamente è forte, tiene la palla, ha esperienza e non è facile giocare contro di lui. Mi piacerebbe che venisse all’Inter anche perché parla pure il ceco come me e mi capisce».
Matrimonio – «Non siamo lontani, ma non abbiamo ancora fissato niente».
Geloso per le sue foto – «Quando mette una foto mi chiede il permesso, ma lo può fare senza problemi».
Aspettative in Champions – «Vediamo le avversarie che ci toccheranno. L’obiettivo sarà quello di passare il girone».
Se non fosse stato calciatore – «Non lo so. Vengo da una famiglia che ama il calcio e non ho mai preso in considerazione un piano B. Il pallone è sempre stato la mia vita».
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