Il club nerazzurro ricerca profili con caratteristiche precise: qualità tecniche e mentalità da combattente. Per arrivare ad Appiano Gentile serve corsa e tecnica, ma anche carattere forte, spirito di sacrificio e atteggiamento da guerriero. È questa la linea voluta da Marotta e Ausilio, con l’approvazione convinta di Cristian Chivu.
Il tecnico rumeno apprezza i giocatori tosti e resilienti, che abbiano grinta come elemento distintivo, anche lontano dal rettangolo verde. Leader autentici, che lasciano il segno. Djed Spence rientra in questa categoria. L’inglese è stato scelto per il suo atteggiamento, i recuperi difensivi che lo hanno messo in luce al Mondiale, la spinta offensiva portata avanti fino all’ultimo secondo.
Il nuovo acquisto è il quarto giocatore più veloce della Premier League (32,7 km/h) e tra quelli con più dribbling riusciti nell’ultimo biennio al Tottenham. Sul piano caratteriale, Spence ricorda Dimarco, Barella, Lautaro ed Esposito. Come loro, anche i neo arrivati John Stones e Aleksandar Stankovic condividono la stessa idea di interpretare il calcio: uomini di personalità, capaci di limitare spirito e slancio degli avversari.
Rispetto al dinamismo di Marco Palestra, il 26enne inglese porta con sé l’esperienza di un campionato del mondo, una maturazione dal basso e la sicurezza psicologica di chi ha percorso una crescita graduale. Può agire a destra o a sinistra con pari rendimento, caratteristica tutt’altro che secondaria. La duttilità rappresenta un valore aggiunto, una risorsa ricercata da qualsiasi allenatore.
Per questo motivo si cerca di portare a Milano anche Curtis Jones, centrocampista centrale che all’occorrenza può essere schierato sulla fascia. Anche Jones unisce qualità tecniche a un tackle deciso. I successi nascono spesso dall’Arena, come ricordava Gianluca Vialli agli Azzurri la sera prima della finale degli Europei 2021. Chivu e la dirigenza cercano facce cattive con cuori da epica, interpretazione di un gruppo vincente per continuare a essere memorabili.