Occorre equilibrio nelle valutazioni sul futuro nerazzurro. Ogni tifoso interista desidera vedere campioni e fuoriclasse indossare la maglia della Beneamata, ed è normale che sia così. Dall’altra parte, però, esistono le esigenze di una proprietà che è un fondo d’investimento e che per definizione punta a valorizzare i propri asset, oltre alle necessità di dirigenza e giocatori.
Pensare che l’Inter potesse acquistare profili come Messi o Cristiano Ronaldo, oppure oggi Haaland o Mbappé, è irrealistico. Non serve lavorare nel settore per comprenderlo: certi innesti sono semplicemente impossibili, e sono diversi da quelli che potrebbero essere definiti ottimi colpi. Chi sceglie di credere a certe voci di mercato, deve rendersi conto di quali notizie possano essere veritiere e quali lanciate soltanto per raccogliere consensi.
L’obiettivo a breve termine del club sarà competere in Italia e fare bella figura in Europa, e le premesse ci sono. Sul lungo termine, la sfida sarà mantenere la competitività rispettando vincoli economici rilevanti. Kvaratskhelia a 12 milioni circa, il costo del cartellino pagato dal Napoli, è un’opportunità praticamente irripetibile. Eppure sul mercato esistono anche profili come Sucic a 15 milioni.
Certo, gli errori non si possono permettere. I parametri zero saranno giocatori con ingaggi contenuti. Ma prima di immaginare che l’Inter possa fare la fine sportiva di Milan e Juventus, ossia restare fuori dalla Champions e vedere lo scudetto col binocolo, conviene attendere lo svolgimento degli eventi. Vanno evidenziate tutte le criticità attuali, ma anche il fatto che finora i nerazzurri siano sempre stati competitivi.