La tripletta segnata in Champions League contro l’Inter ha proiettato Tresoldi al centro dell’attenzione, riaccendendo anche il dibattito su quale nazionale sceglierà in futuro. A rispondere è il padre Emanuele, intervistato da Sky Sport.

«È stata una partita che ci ha lasciati senza parole», ha detto Emanuele Tresoldi. «Non ce lo aspettavamo perché è una situazione che mai e poi mai avremmo potuto prevedere. Però è successo, e siamo tutti contenti che sia andata così». Quella sera il padre era in tribuna; dopo il fischio finale, la famiglia si è fermata a Milano per incontrare Nicolò e la squadra. «Ci sono stati festeggiamenti e complimenti», ha aggiunto.

Sul piano mediatico, l’impatto è stato immediato. «Il rumore mediatico è un po’ esploso», ha riconosciuto il padre, che descrive il figlio come «un ragazzo normale, tranquillo, come tanti altri». Nella famiglia lo sport ha radici profonde: il nonno di Nicolò era maestro di golf, il padre è appassionato di calcio e tennis. «Nicolò prova qualsiasi sport e, quando lo fa, gli piace e si appassiona», ha spiegato Emanuele.

Sul tema della nazionalità, Nicolò Tresoldi potrebbe essere convocato da Italia, Germania o Argentina. Il padre però frena: «Penso che sia ancora presto. Non sta a me dirlo: Nicolò è grande e deciderà lui». Stando a quanto riferito, il giocatore ha già chiarito pubblicamente di voler concludere il ciclo con l’Under 21, squadra nella quale si sente ancora utile e alla quale ha dato la parola. «Non se la sente di lasciarla, anche perché ha dato la sua parola e non vuole lasciare le cose a metà. Poi, se avrà ancora il livello di gioco necessario per essere convocato nella Nazionale maggiore, sceglierà con calma».

D’estate Nicolò rientra in Italia, dove trascorre circa dieci giorni con la famiglia. Il sogno del padre per lui è semplice: «Che stia bene, che sia in salute, che abbia sempre serenità e che si diverta».