Il percorso europeo dell’Inter è al centro di una riflessione critica del giornalista Trevisani, secondo cui i risultati in Champions League segnalano qualcosa di più profondo di un semplice problema tattico. «Se perdi sette partite su otto in Champions League, non è più un problema tattico. È un problema di livello», ha dichiarato.
Trevisani ha preso come esempio la partita contro il Brugge, sottolineando come la squadra belga avesse segnato più reti senza preoccuparsi di difendere: «Il Brugge ha fatto un gol, poi ne ha fatto un altro, poi ne ha fatto un altro, poi ne ha fatto un altro e avrebbe potuto farne un altro. Non se n’è fregato proprio di difendere.» Un atteggiamento che, secondo il giornalista, mette in luce i rischi di un calcio aperto e basato sullo scambio di colpi.
Il ragionamento è semplice: chi produce più azioni offensive non necessariamente vince, se il rendimento in zona gol è inferiore all’avversario. «Quando giochi a dare un colpo e a prendere un colpo, a un certo momento sei in difficoltà se non converti», ha spiegato Trevisani, aggiungendo che l’Inter entrerebbe in campo con una convinzione di superiorità che finisce per rallentarla.
Il giornalista ha poi ipotizzato una componente tecnica: non tutti i giocatori nerazzurri sarebbero ugualmente a proprio agio nella fase difensiva. Ma al di là delle letture tattiche, il punto centrale resta quello del divario di livello rispetto alle altre squadre presenti nel torneo. La strada dell’Inter in Europa, ha concluso Trevisani, richiederà tempo.