L’Inter ha una struttura consolidata e di primissimo ordine, ma potrebbe fare un ulteriore salto di qualità con l’inserimento di un elemento specifico. È questo il ragionamento sviluppato da Alessandro Vocalelli sulle colonne de La Gazzetta dello Sport.

Secondo il giornalista, il collettivo resta fondamentale perché valorizza le qualità individuali, ma avere un fantasista è altrettanto importante. Una tendenza che i nerazzurri non hanno abbracciato, nonostante siano la squadra più forte del campionato e meritatamente campioni d’Italia, oltre a essere favoriti per la prossima stagione.

Il club, dopo aver pensato cinque anni fa a Dybala e anche di recente a Nico Paz, non ha in rosa un classico numero 10. Calhanoglu si è trasformato in un inimitabile playmaker, cambiando ruolo. Una scelta deliberata, quella della dirigenza.

“Anche se — solo per parlare di calcio, esercizio bellissimo tra tante polemiche spesso inutili — viene da chiedersi: ma anche per un’Inter così forte, strutturata, difficilmente perciò migliorabile, l’ulteriore scatto non potrebbe passare proprio per uno così, un fantasista, un 10, capace di scardinare le difese con un dribbling o un’invenzione?”, ha concluso Vocalelli.