La terza stagione all’Inter è iniziata per Piotr Zielinski con una consapevolezza nuova. Il centrocampista polacco, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso il suo cammino in nerazzurro, dalle difficoltà iniziali alla crescita sotto la guida del nuovo allenatore, passando per un adattamento tattico che lo sta trasformando in un giocatore diverso.
“Chissà se finirò la carriera da difensore, in Polonia… Sicuramente c’è stata un’evoluzione. Sono diventato centrocampista puro a Empoli, prima con Sarri e poi soprattutto con Giampaolo. E nell’Inter sto imparando anche il ruolo di play“, ha spiegato il polacco. Una posizione che inizialmente non lo convinceva: “Non le piaceva e lo ha detto a chiare lettere. Ma devo ammettere che mi sto convincendo. La mia era una resistenza mentale. Continuo a vedermi come mezzala ma non mi manca niente per giocare davanti alla difesa”.
Il cambio di passo è arrivato nella seconda stagione, dopo un primo anno complicato che lo aveva messo ai margini. “Speravo che il nuovo allenatore fosse curioso di capire cosa non avesse funzionato prima. Per fortuna è successo. Mi ha capito, mi ha aspettato. E io piano piano sono riuscito a esprimere il mio potenziale. A lasciare l’Inter non ho mai pensato”, ha sottolineato Zielinski.
Sulle ragioni del difficile avvio, il centrocampista non ha cercato alibi ma ha raccontato anche un retroscena fisico inedito. “Intanto perché ho avuto dei problemi fisici. Provai delle scarpe nuove: mi causarono delle vesciche ai piedi che i fisioterapisti non avevano mai visto nella loro carriera. Da lì sono derivati altri problemi. Poi è stata anche colpa mia. Avevo sottovalutato la difficoltà del trasferimento dal Napoli. Avrei dovuto lavorare di più e accettare di non essere sempre titolare”.
Guardando al futuro, l’obiettivo è chiaro: “Il sogno è vincere la Champions League. Faremo di tutto per realizzarlo, già da quest’anno. Ma non trascuriamo niente, anche in Italia”.