16 Aprile 2020

Dai centri sportivi blindati ai tamponi, le ‘nuove’ regole per la ripresa della stagione in sicurezza

Ecco come verranno organizzati centri sportivi e stadi una volta ricevuto il via libera dal Governo

La Serie A programma la sua ripresa. Con il lockdown imposto dal Governo prorogato fino al 4 maggio, le squadre contano di poter tornare ad allenarsi verso la metà di quel mese, dopo aver sostenuto gli adeguati ed approfonditi test fisici per l’idoneità ed il tampone. Per poter permettere la ripresa della Serie A, il Corriere dello Sport spiega quali saranno le rigorose norme alle quali i centri sportivi e gli stadi italiani dovranno attenersi. Senza dimenticare i calciatori, che dovranno effettuare altri test fisici più approfonditi per riottenere l’idoneità sportiva ed essere certi di poter lavorare in sicurezza (per coloro che sono stati contagiati sono previste anche tac a torace, fegato e reni).

Ripresa Serie A, le ‘nuove’ regole con cui convivere

Centri sportivi – La misura fondamentale da adottare nei centri di allenamento sarà quella che prevede la creazione di una sorta di ‘unità blindata’, ovvero un gruppo di 50-60 unità che prevede calciatori, staff tecnico, staff medico, qualche dirigente, magazzinieri, fisioterapisti e cuochi. Queste persone saranno appunto blindate poiché, in seguito ad eventuale tampone negativo, non avendo più contatti con l’esterno saranno certe di non essere state contagiate dal Coronavirus, e potranno quindi tornare normalmente al lavoro. Via libera quindi ai contatti fisici, agli allenamenti completi e alla nuova normalità. Le figure dei giardinieri, i fornitori, eventuali tecnici della manutenzione e simili dovranno invece recarsi nei centri sportivi in orari che impediscano qualsiasi contatto con l’unità blindata e muniti di guanti e mascherina. Le strutture, infine, verranno sanificate costantemente.

Stadi – Per quanto riguarda gli stadi, invece, l’idea è quella di seguire il modello Bundesliga, che prevede, oltre alle inevitabili porte chiuse, l’ingresso di non più di 240 persone per ogni partita, tutte previo test psicologico rapido. Solo con queste norme, rigorosamente osservate, si può sperare in una ripresa della Serie A in sicurezza.

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