La corsa alla presidenza della Federcalcio spacca internamente la Lega Serie A. Il fronte dei club è diviso tra i sostenitori di Malagò e quelli di Galliani, con una larga fascia di presidenti ancora senza una posizione definitiva.
Inter e Atalanta guidano il fronte a sostegno di Galliani, profilo gradito a una parte del governo in quanto senatore di Forza Italia. È Percassi a tentare di compattare questo schieramento, anche se la riunione informale tra i club tenutasi ieri non ha prodotto alcuna svolta, generando ulteriore stallo.
Sul fronte opposto, Napoli, Lecce, Monza, Roma e Bologna appoggiano Malagò, che conterebbe già su 7-8 adesioni. Como e Sassuolo si collocano dall’altra parte. Il Milan sembrerebbe orientarsi verso il blocco lombardo, mentre la Juve — in virtù dei rapporti tra Malagò ed Elkann — potrebbe alla fine cambiare orientamento. Molti club restano nel mezzo, senza una scelta chiara.
I toni si sono alzati nelle ultime ore. Da un lato si accusa Malagò e i suoi sostenitori di aver operato autonomamente per quattro mesi, «tradendo la fiducia» degli altri. Dall’altro si ribatte che «cambiare idea avendolo scelto in 19 sarebbe una figuraccia». Anche i calciatori e gli allenatori si trovano in una posizione scomoda: dopo aver rotto il fronte con la Lega Nazionale Dilettanti, si ritrovano alleati di una componente ora frammentata. Alcuni tornerebbero a votare Malagò, altri resterebbero fedeli al patto di aprile con Marotta.
Salvo mosse a sorpresa — con un occhio alla possibile mossa di Abete — dalla divisione interna potrebbe emergere un unico candidato alla presidenza della Figc. Per accedere al prossimo step servono 11 voti su 20. Il 4 novembre dovrebbe essere il termine decisivo, con il voto fissato al 14 dicembre.