Accadde Oggi – 19 novembre 1996, l’Inter di Hodgson rifila una cinquina al Boavista e ipoteca i quarti di Coppa UEFA

Accadde Oggi – 19 novembre 1996, l’Inter di Hodgson rifila una cinquina al Boavista e ipoteca i quarti di Coppa UEFA

L’Inter, in quell’edizione del torneo, arriverà in finale: lo vincerà l’anno dopo

di Lorenzo Della Savia, @loredstweet

L’Inter ci arriverà in finale, in quella Coppa UEFA, e – prima di eliminare sonoramente il Boavista – aveva già fatto fuori squadre come i francesi del Guingamp (0-3 e 1-1), oltre che, più a fatica, gli austriaci del Grazer (ai rigori): e poi avrebbe messo ko i belgi dell’Anderlecht (1-1 e 1-2) e i chiamiamoli francesi del Monaco (3-2 complessivo) prima di arrendersi solo ai rigori allo Schalke 04 nella finale di ritorno giocata a San Siro. Il danno non sarà enorme, perché l’Inter solleverà il trofeo l’anno successivo in finale contro la Lazio: titolo che rimarrà in Italia anche l’anno successivo poiché vinto dal Parma.

A noi, comunque, interessa l’annata 1996-1997, la seconda con Roy Hodgson in panchina, quella che condurrà ad un terzo posto in Serie A e a una finale di Coppa UEFA – come detto – ottenuta anche mediante una sonora vittoria sul Boavista: quella ottenuta esattamente 23 anni fa, il 19 novembre 1996. Un 5-1 secco, perentorio, nella sfida d’andata degli ottavi: giusto per mettere un’ipoteca dopo 90 minuti ad una sfida che – almeno in teoria – ne sarebbe dovuti durare centottanta. Ma l’undici di Hodgson è semplicemente irresistibile nello spazzare via quello messo in campo da Filipovic: vanno a segno Sforza al sesto minuto, Angloma al 14esimo e Ganz al 23esimo. E poi ancora Sforza (58esimo) e poi ancora Ganz (66esimo). Cinque reti, cinque squilli a rendere sostanzialmente inutile il gol di Jimmy per la formazione ospite, unico vero grattacapo per la porta difesa da Pagliuca. Successo imponente per un’Inter che esulta di fronte agli appena 20 mila spettatori di San Siro e si proietta verso una campagna europea che produrrà dolci frutti per i meneghini: sino all’atto finale, il più amaro di tutti.

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