4 Maggio 2026

Marotta conferma: “Barcellona su Bastoni”. Poi il retroscena su Fabregas

Parla ancora il presidente

Intervistato in mattinata su Rai Radio 1, il presidente dell’Inter Beppe Marotta, fresco del primo Scudetto vinto con questa carica, ha spaziato parlando di diversi argomenti. Qui di seguito le sue dichiarazioni.

Cambio di allenatore – “Da Inzaghi e Chivu, tutto sommato è cambiato poco. Abbiamo dato spazio alla continuità di un progetto, di un modello che portiamo avanti da qualche anno. Sottolineo con umiltà e orgoglio il fatto che questo management ha vinto tre scudetti negli ultimi cinque anni con tre allenatori diversi: Conte, Inzaghi e adesso Chivu. Le proprietà erano diverse, ma entrambe hanno dato delega ampia al management. Abbiamo costruito un modello, che contiene dei valori importanti e che ha dato la possibilità a questi tre grandi professionisti di arrivare meritatamente a vincere lo scudetto”.

Fabregas – “Vorrei essere preciso su questo punto. Stimo moltissimo Fabregas, è molto bravo, è uno degli allenatori emergenti. Ma c’è stato solo un contatto preliminare, non siamo mai andati oltre. Abbiamo scelto Chivu anche perché dall’altra parte c’erano degli impedimenti oggettivi. Chivu rappresentava il profilo che cercavamo, era adatto al modello di riferimento dell’Inter di queste stagioni”.

Dubbi su Chivu – “Devo dire che non abbiamo mai avuto dubbi, anche perché è nella mia cultura non utilizzare lo strumento dell’esonero. In più di 25 anni di militanza in Serie A non ho mai esonerato l’allenatore durante la stagione. Il tecnico è il leader del gruppo, una componente importante, al quale spesso vengono attribuite responsabilità e colpe che non ha. Le sconfitte a inizio stagione non hanno coinciso con delle prestazioni negative: con l’Udinese in casa meritavamo di vincere, a Torino con la Juve eravamo in vantaggio a dieci minuti dalla fine. Abbiamo proseguito forti del fatto che accanto a lui c’era una squadra molto forte e una società che lo ha supportato sempre”.

Champions League – “Sinceramente la Champions è un obiettivo straordinario che tutti vorrebbero vincere. In dieci anni ho avuto la fortuna e la sfortuna di arrivare quattro volte in finale, purtroppo le ho perse con due squadre diverse. La Champions è un traguardo che mi manca, sarebbe meraviglioso da raggiungere, ma non ci si può lamentare. Cercheremo l’anno prossimo di migliorare le performances in questa competizione”.

Bastoni – “Alessandro è un talento. È stato sfortunato negli episodi, su di lui c’erano gli occhi puntati di tutti. Si è reso protagonista di quella ingenuità della simulazione in Inter-Juve ed il primo ad accorgersene è stato lui. Noi lo abbiamo aiutato, perché è giusto così: quando un giovane sbaglia è bene correggerlo per poi metterlo nella condizione di presentarsi ai nastri di partenza come se ciò non fosse avvenuto. Ritengo sia un grande campione, su di lui ci sono gli occhi puntati da parte di grandi club prestigiosi in Europa. Non nascondo che ci sia un interessamento da parte del Barcellona, ma è ancora molto superficiale e non concreto. Come abbiamo sempre detto, un giocatore va via quando esprime la volontà di andare. In questo momento Bastoni è un nostro giocatore, vuole rimanere e noi siamo contenti di trattenerlo con noi”.

Coppa Italia – “L’Inter fa parte di quella cerchia di club importanti in Europa che deve partecipare alle competizioni per cercare di vincerle sempre. Abbiamo meritato di arrivare in finale, vogliamo onorarla nel migliore dei modi. Sarebbe bellissimo per noi e soprattutto per Chivu se riuscissimo a vincere anche questa competizione e avere il diritto di avere questa stellina per le dieci Coppe Italia vinte dall’Inter. Appuntamento importante e affascinante, cercheremo di onorarlo nel migliore dei modi”.

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Autore:
Simone Frizza

Simone Frizza, classe 1997, laureato in Discipline dei Media e in Digital Content Management, fa parte della redazione di Passione Inter dal 2017. Dal 2020 si occupa della parte di video e dirette sui canali YouTube e Twitch. Adora le telecronache, detesta il calciomercato, venera la classe calcistica di Edin Dzeko e quella cestistica di Dirk Nowitzki.