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LUKAKU CHELSEA

Dall’ultimatum al Chelsea all’intrigo Messi-Blues: Lukaku, il futuro entro lunedì

Romelu Lukaku (@ Getty Images)

Gli intrighi con Leo, l'ultimatum al Chelsea, le offerte vere e presunte: tutto quello che c'è da sapere

Lorenzo Della Savia

L'ultima nota di speranza, per i tifosi dell'Inter, è arrivata in queste ore dalla Spagna: più precisamente è arrivata dal quotidiano AS, che ha scritto di come Roman Abramovich, presidente del Chelsea, avrebbe urgentemente chiesto un incontro con l'entourage di Lionel Messi, il quale - com'è noto - non proseguirà la sua carriera al Barcellona: la circostanza, nel caso, all'Inter interesserebbe e pure molto, perché un eventuale trasferimento di Messi a Londra escluderebbe che a Londra ci finisca Romelu Lukaku, a tutti gli effetti l'uomo del momento nell'attualità nerazzurra al netto degli strali - comprensibili - dei tifosi dell'Inter nei confronti di Zhang padre e figlio.

 Lukaku (@Getty Images)

Per il resto, in riferimento alla pista Messi-Chelsea - che escluderebbe la pista Lukaku-Chelsea - dall'Italia sono già arrivate le prime smentite: e pare quindi più realistico ragionare nell'ottica in cui Romelu Lukaku, al Chelsea, ci finisca veramente, come a oggi sarebbe dato pensare. E, per ora, i dati certi sono questi: che l'Inter ha una necessità matta di incassare liquidità dalla cessione di uno dei più importanti elementi patrimoniali in rosa (per il quale, sino all'altro giorno, si escludeva in via assoluta l'ipotesi di una cessione); che l'unica offerta ricevuta sino a questo momento dall'Inter sarebbe comprensiva di 100 milioni più il cartellino di Marcos Alonso (respinta al mittente dall'Inter, che avrebbe rifiutato Alonso e starebbe valutando, piuttosto, Emerson Palmieri e Zappacosta); e, infine, che il Chelsea ha già annunciato di essere intenzionato a rilanciare sull'agognato calciatore belga.

Un altro dato certo è che oggi, all'Inter, l'affaire Lukaku rappresenta anche un crinale sul quale si sviluppa la realpolitik di casa nerazzurra: perché se da un lato Zhang - il cui impero appare sempre più al collasso - ha un bisogno disperato di vendere, dall'altro lato ci sono i due pezzi grossi della società, Marotta e Ausilio, in pressing per convincere la proprietà a soprassedere alla cessione del belga (della quale, tra l'altro, l'Inter potrebbe beneficiare a metà, data l'esorbitante percentuale sulla rivendita da corrispondere al Manchester United). In ogni caso i due, in questi giorni, sono sempre più vicini alla squadra e a Simone Inzaghi, e dopo aver fatto rientrare - per ora - l'allarme dimissioni di Marotta, hanno trovato un punto di sintesi rispetto alle esigenze della proprietà imponendo un ultimatum al Chelsea: si chiude entro lunedì, oppure non se ne fa nulla. Potremmo avere di fronte un weekend di fuoco, o potrebbero essere parole scritte nell'acqua: nel mentre, dall'Inghilterra, il Daily Mail è dell'idea che si possa chiudere anche entro ventiquattr'ore.

Resta aperta, allora, la partita sul sostituto: e a questo proposito la situazione è quanto mai variegata. I nomi che circolano sono quelli di Edin Dzeko (appetibile perché può arrivare gratis), di Dusan Vlahovic (che costa 60 milioni ma il cui agente a breve incontrerà Commisso e potrebbe forzare la mano per giungere a un addio alla Fiorentina, abbassandone il prezzo), ma anche di Duvan Zapata (più abbordabile rispetto al serbo, costa 35 milioni) oltre ai profili - già menzionati nelle scorse ore - di Belotti, Correa, Scamacca e Raspadori. Il ridimensionamento - conclusione - è già in atto, resta da capire cosa convenga di più, all'Inter, in questo momento: se perdere Lukaku - guadagnando meno soldi del previsto e consolandosi con una contropartita e con un nome inevitabilmente di un gradino inferiore - o se tenerlo, per rimanere aggrappati a un progetto che rischia oggi di rendersi sempre più evanescente.

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