ESCLUSIVA – Game Manager FIFA/PES di QLASH: “Vi racconto l’accordo con l’Inter e come si diventa gamer professionista”

ESCLUSIVA – Game Manager FIFA/PES di QLASH: “Vi racconto l’accordo con l’Inter e come si diventa gamer professionista”

La redazione di Passioneinter.com ha raggiunto Sergio Porcelli, Game Manager FIFA/PES di QLASH

di Simone Frizza, @simon29_

L’accordo stipulato ormai due mesi fa tra l’Inter ed il Team QLASH ha sancito senza mezzi termini l’ingresso della società nerazzurra nel mondo degli eSports. Una disciplina, quella del videogaming professionistico, sempre più in crescita anche in Italia, paese nel quale il team QLASH è una realtà ormai ben consolidata. La redazione di Passioneinter.com ha avuto la possibilità di raggiungere Sergio Porcelli, Game Manager FIFA/PES di QLASH, per approfondire la storia del team, l’organizzazione dello stesso e scoprire alcune curiosità legate al mondo in cui opera. Ecco la sua intervista, rilasciata ai nostri microfoni.

Inter e Qlash, parla il Game Manager di FIFA/PES del Team

Come state? Come state vivendo questo periodo di isolamento?
“Noi videogamers siamo un po’ più preparati a questo periodo di assoluto isolamento. Alla fine non sono altro che delle sessioni di gioco prolungate, no? Scherzi a parte, stiamo fortunatamente in buone condizioni e grazie all’eSport ed ai videogiochi in generale abbiamo modo di distrarci senza dover uscire materialmente al di fuori delle nostre case”.

Come è nato il progetto Qlash?
“Siamo un’organizzazione dedicata agli eSports e fondata nel 2017 da Luca Pagano e Eugene Katchalov. Ci consideriamo un nuovo tipo di media company, che si occupa di creare e supportare community gaming ed eSports a livello globale e locale”.

Siete attivi su più piattaforme e più videogiochi: come è organizzato il team?
“Ad oggi QLASH ha delle forti basi in Italia, Spagna, Egitto e Malta. Sono diversi i videogiochi su cui militiamo, sarebbe in realtà difficile trovare un titolo su cui non siamo presentiOgni videogioco ha poi il suo rispettivo responsabile all’interno di QLASH. Ogni team, in base al gioco, include le figure quali Game Manager, Team Manager, players e staff di cui ogni titolo videoludico ha bisogno”.

Avete una delle Gaming House più grandi ed attrezzate in assoluto. Come sono nati l’idea ed il progetto?
“L’idea è nata da Luca Pagano, a cui il mondo degli eSports ha sempre affascinato moltissimo. Secondo lui c’era enorme potenziale inesplorato, ed erano presenti tantissime dinamiche simili a quelle da lui vissute nel mondo del poker. Successivamente, assieme ad Eugene Katchalov, l’idea è diventata realtà”.

Ad oggi, essere un giocatore professionista al vostro livello può essere considerato un vero e proprio lavoro?
“Assolutamente sì, i nostri atleti sono a tutti gli effetti dei professionisti che si allenano, si divertono e giocano regolarmente secondo dei principi sani e salutari”.

Come si passa da essere semplice appassionato di videogiochi a giocatore professionista?
“Il passaggio è graduale. Per arrivare a livelli professionistici, una volta individuato il titolo per cui competere, bisogna allenarsi molto. Partecipare a tornei, mettersi sempre in gioco, avere cura della propria immagine e imparare dalle cadute sono le basi per poter arrivare a giocare nelle massime serie, con tanto impegno e dedizione”.

Come sono strutturati gli allenamenti per i vostri player? Come si riesce ad affinare sempre più le proprie abilità?
“Quarantena e Covid permettendo, in vista di un torneo viene programmato un bootcamp (letteralmente ‘campo d’addestramento’, ndr) presso la QLASH House assieme ai giocatori e allo staff. Gli stessi seguono specifici allenamenti fisici per tener allenata la mente e spesso sono seguiti da alcuni nostri personal trainer. Dopo la parte fisica, seguono gli allenamenti virtuali in cui ogni atleta si diletta per un determinato numero di ore, variabile a seconda del videogioco su cui compete. Per affinare le proprie doti ed abilità bisogna fare allenamenti sempre più specifici, al fine di tendere alla perfezione sotto diversi aspetti. La perfezione è in realtà inarrivabile, ma la voglia di non accontentarsi dev’essere alla base di qualsiasi vittoria e percorso”.

Voi giocate sia su FIFA che su PES: quali differenze avete notato, tra i due, nelle versioni di quest’anno e nel loro percorso degli ultimi anni?
“FIFA è il simulatore calcistico più venduto e quindi il più giocato da più di 5 anni a questa parte. La svolta di PES c’è stata con PES 2020, a partire dal cambio nome in eFootball PES 2020, che ha subito reso note le intenzioni di Konami nel voler intraprendere e seguire un progetto competitivo ed incentrato sull’eSport. L’esclusiva in game di Juventus, inoltre, è stata una mossa a sorpresa che ha fatto ritornare eFootball PES 2020 in auge. Non ancora al pari di FIFA, ma su una buona strada”.

Come è nato l’accordo di collaborazione con l’Inter?
“Come ribadito dal CEO Corporate della società Alessandro Antonello, l’ingresso nel mondo degli eSports è stato per l’Inter un passo importante per lo sviluppo del brand. La voglia di essere competitivi anche in questo settore si sposa appieno con il progetto QLASH, tra le realtà leader del settore eSports in Italia”.

Avete altri progetti in cantiere con il club?
“Stiamo lavorando su più fronti, ad oggi realizziamo contenuti specifici quali possono essere gli showmatch che vanno in onda settimanalmente sui canali dell’Inter. Non manca la nostra presenza nelle diverse competizioni online, nelle quali diamo sempre il massimo e i risultati ce ne danno conferma. Sicuramente con un ritorno alla normalità avremo da fare anche a livello di eventi offline e dal vivo”.

Diversi giocatori dell’Inter sono appassionati videogiocatori: vi hanno mai sfidato o chiesto consigli per migliorare?
Non c’è ancora stata l’occasione ma saremo più che entusiasti di poterlo fare non appena capiterà!”.

Il mondo degli eSports è sempre più in crescita anche in Italia: il prossimo passo è avere spazio in televisione?
“Specialmente in un periodo come questo, gli eSports offrono un grande spunto d’intrattenimento per il calcio videoludico. Se quello giocato è fermo, avere la possibilità di portare i fan nel rettangolo di gioco, seppur virtuale, è un’occasione da non farsi sfuggire. Attualmente diverse emittenti televisive trasmettono già questo tipo di contenuto eSport (calcio, F1), e da un anno circa si sono viste anche le prime trasmissioni a riguardo. Sicuramente il prossimo passo potrà essere quello di avere uno spazio dedicato e costante in TV: non ci meraviglieremo più di tanto quando accadrà”.

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