ESCLUSIVA – Bigliardi e Dafarra (Principioattivo): “Ristrutturare San Siro per giocarci? Irragionevole, va riqualificato. Ecco come convinceremo Populous e Manica a non demolirlo”

ESCLUSIVA – Bigliardi e Dafarra (Principioattivo): “Ristrutturare San Siro per giocarci? Irragionevole, va riqualificato. Ecco come convinceremo Populous e Manica a non demolirlo”

L’impianto storico diventerà un centro con museo, bar, palestra e parco urbano

di Lorenzo Della Savia, @loredstweet

L’unica certezza è che, ad oggi, San Siro esiste: se esisterà anche domani non ne abbiamo certezza. Certo è che invece sia Populous che Manica – i due progetti in gara per la costruzione del nuovo stadio – prevedono la demolizione dell’impianto storico in favore della costruzione di una grande area business in cui lo stadio rappresenterà solo una parte dell’insieme. E, in seno ai tentennamenti del sindaco Sala, nelle ultime ore ha preso piede un progetto denominato San Siro NExT, presentato da Principioattivo, azienda specializzata nella rifunzionalizzazione di spazi dismessi. Un progetto che non escluderebbe il nuovo stadio ma che consentirebbe a San Siro di rimanere in piedi trasformandolo in un business park con “museo dedicato al calcio, uno spazio con palestra piscina, pista di atletica, bar e risotranti”. Col campo da gioco che “verrà in parte piantumato per creare un ‘nuovo parco urbano'”, e che “in parte accoglierà piccoli campi sportivi che potranno essere utilizzati dai cittadini durante l’anno”. A parlarne, a Passioneinter.com, sono i titolari di Principioattivo, Luca Bigliardi e Daniela Dafarra.

Ingegner Dafarra, architetto Bigliardi, col progetto di Principioattivo, pare di capire, l’obiettivo è quello di non disperdere l’area dell’attuale stadio. Ma, a tale scopo, la demolizione e la costruzione di un nuovo impianto non sarebbe comunque una misura efficace?

“Il progetto di rigenerare l’area di San Siro con un nuovo impianto sportivo e nuove funzioni porterà sicuramente alla riqualificazione dell’area e a rendere tale area viva e vissuta non più solo durante determinati eventi ma in tutto l’arco dell’anno. L’obiettivo di San Siro NExT non si pone contro tale visione ma dialoga con essa cercando di preservare uno dei simboli più famosi di Milano. Diciamo che vogliamo affiancare al progetto di riqualificazione presentato un progetto di rigenerazione di una struttura storica ed importante, dandole nuova vita e portandola a dialogare con il futuro dell’area”.

Nel vostro studio citate l’esempio di diversi impianti dismessi e adibiti ad altro utilizzo: Highbury a Londra e Las Arenas a Barcellona solo per citarne due. La storia moderna, però, insegna anche che demolire e ricostruire si è rivelato vincente: basti vedere White Hart Lane a Londra o il Delle Alpi a Torino. Perché il vostro modello è da preferire?

“La nostra proposta nasce dall’amore per la nostra città, per la storia e i simboli che la rappresentano. San Siro è sicuramente uno di questi simboli. Milano sta attirando i riflettori di tutto il mondo. San Siro questi riflettori li ha accesi per la prima volta nel 1926. Rigenerare San Siro vuol dire mantenere viva la memoria e la storia, ridurre l’impatto ambientale dato dalla demolizione e dallo smaltimento della struttura e ridare alla città un nuovo spazio. Se la funzione principale dello stadio non è compatibile con la struttura bisogna per forza prevederne l’abbattimento o se ne può prevedere una rifunzionalizzazione nell’ottica dei principi di rigenerazione urbana?”.

La missione è chiara. Intanto, però, Inter e Milan dovranno andare a giocare da qualche parte. Come si fa?

“Il nostro progetto non prevederebbe il blocco delle partite, anzi: nasce anche con l’intento di dare continuità. Considerando necessaria la realizzazione di un nuovo impianto sportivo, la riqualificazione dello storico stadio potrebbe avvenire a seguito della fine dei lavori del nuovo impianto non dovendo quindi portare le due squadre a spostarsi e dando continuità al campionato nella città di Milano. Le partite potranno continuare ad essere svolte nello storico campo mentre la costruzione del nuovo avveniristico impianto verrà portata a conclusione. Un dialogo continuo tra i due stadi che porterà i tifosi ed i cittadini ad innamorarsi del nuovo impianto continuando a mantenere nel cuore le emozioni ed i ricordi vissuti all’interno del Meazza”.

Nel frattempo alcuni giornali hanno rilanciato l’esistenza di un progetto denominato “Re-thinking San Siro”: prevederebbe la ristrutturazione dell’impianto per continuare a disputarvi le gare, senza costruire altri impianti…

“Prendendo per assunto la necessità di un nuovo impianto sportivo – necessità giustificata sia in termini economici, comunicativi e di gioco delle due squadre – riteniamo che la soluzione di continuare a ragionare sull’adattamento di San Siro all’uso attuale non sia una soluzione ragionevole dopo anni in cui si parla della necessità di nuovi stadi. Il dibattito ‘adattare lo stadio o costruirne uno nuovo’ è ormai da considerarsi un dibattito chiuso”.

La cronaca, comunque, ci dice che sul tavolo di Beppe Sala ci sono due progetti: Popoulos e Manica, che per San Siro prevedono la demolizione. Se la giunta dovesse approvarne uno dei due, questo renderebbe impossibile la realizzazione di San Siro NExT? O si può trovare un escamotage?

“Ovviamente si tratterebbe di dialogare con le squadre, i progettisti e il Comune per adattare in parte i masterplan proposti al mantenimento di San Siro e all’integrazione di San Siro NExT andando anche a valutare quali destinazioni potrebbero essere inserite nel progetto e come potrebbe essere integrato alle esigenze economico-commerciali dei due nuovi masterplan”.

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