Hakan Çalhanoğlu ha parlato a La Gazzetta dello Sport alla vigilia dell’amichevole contro la Juventus a Perth, toccando diversi temi legati al suo presente e al suo futuro con l’Inter. Il centrocampista turco ha affrontato la questione del rinnovo contrattuale, chiarendo la sua posizione e respingendo le voci di mercato che lo accostano ai club turchi.
Sul piano personale, Çalhanoğlu si è detto soddisfatto della vita a Milano: “Io sono contento di stare qui. A Milano, dove mia moglie e io ci siamo integrati benissimo, e all’Inter. Abbiamo tanti amici, i bimbi vanno a scuola”. Tuttavia, sul fronte contrattuale ha precisato: “Il futuro invece non dipende da me, ma dalla società. No, perché non c’è stato alcun contatto per il rinnovo. Io sono un calciatore e penso a giocare”.
Il regista nerazzurro ha poi rivendicato i risultati ottenuti in cinque anni: “Penso che abbiamo fatto tante cose buone: 8 trofei, 2 finali di Champions. I tifosi mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Vedremo cosa succederà”. Riguardo alle continue voci provenienti dalla Turchia, ha risposto con fermezza: “Sinceramente non capisco perché il mio nome venga tirato in ballo. Io sono il capitano della nazionale, può capitare che parli ai presidenti di club che mi chiedono notizie o consigli su altri giocatori. Ma del mercato si occupa il mio manager”.
Sul piano tecnico, Çalhanoğlu ha raccontato la sua trasformazione da trequartista a regista: “Ho cominciato con Giampaolo al Milan, per un paio di partite. Ma mentalmente non ero pronto, mi sentivo trequartista. Poi all’Inter, quando Brozovic è andato via, Inzaghi mi ha detto che mi vedeva bene da play. Abbiamo provato durante l’estate, ha funzionato ed eccomi qua”. Il turco ha spiegato come la nuova posizione gli permetta di segnare di più: “Mi arrivano più palloni fuori area. E se capita, io tiro”.
Parlando del gol contro la Roma, considerato da molti la svolta scudetto, ha commentato: “Era un momento delicato per noi. Ma non so se davvero sia stato il gol decisivo. Comunque non è una cosa nuova per me provare a calciare quando vedo lo spazio: non sto lì a pensare, vado”. Ha inoltre rivelato di essersi ispirato a Juninho per la tecnica di tiro: “Il migliore. Ho cercato di imitarlo”.
Sul Mondiale disputato con la Turchia, Çalhanoğlu ha espresso rammarico: “Pensavamo di fare qualcosa di importante, stavamo vivendo un grande sogno dopo 24 anni, ma non è andata come speravamo. Sono molto dispiaciuto da capitano perché la nostra è una nazione molto passionale. Ma dobbiamo guardare avanti. Io non mollo e sono pronto a riprovarci nel 2030”. Guardando alla prossima stagione, ha fissato obiettivi ambiziosi: “Difendere i nostri trofei. Poi il mio obiettivo-sogno è disputare un’altra finale di Champions. Per me possiamo giocarcela con tutti: siamo forti”.