31 Gennaio 2018

D’Ambrosio: “A 17 anni rifiutai il Chelsea. Io il miglior terzino destro italiano? No, ma tra i migliori sì”

Le parole del terzino nerazzurro a Drive Inter, programma in onda su inter Tv

Danilo D’Ambrosio, terzino dell’Inter, ha parlato a Drive Inter, programma in onda su Inter Tv. Ecco le sue parole:

NOZZE – “Volevo fare qualcosa di differente rispetto agli altri, mi piaceva dopo 10 anni di fidanzamento stupirla. Decisi di fare questa cosa che è il flash mob. Contattai tramite amici in comune con mia moglie un’agenzia che organizza questi balli. Andai anche a fare delle prove, un paio di volte. La prima volta fu molto emozionante. Quando ti immagini la scena del giorno. Organizzai dei viaggi per far venire tutti i famigliari. 20 persone vennero per l’occasione. Organizzai un aperitivo in piazza Duomo con la scusa che un mio amico aveva aperto un bar. Io ero d’accordo con il fratello di mia moglie che il segnale di quando partire era un selfie con alle spalle il Duomo. Feci questo selfie e partì la musica con alcuni ballerini. Mia moglie disse ai suoi cugini: “Siete pure fortunati, vi vedete anche un flash mob”. Alla fine erano in 40. Alla fine del ballo prendono mia moglie e la portano davanti ad un cordone di persone e sbuco io con un mazzo di rose. Mia moglie si emoziona e capisce, mi inginocchio e faccio la proposta”. 

SUCCUBE DELLA MODA – “Non sono succube della moda, mi piace vestirmi. Non sono ossessionato. Se un capo è di moda ma non m i piace non lo prendo. Mi piace vestirmi, quello sì. Cura per i capelli? Fin da quando ero piccolo mia mamma importava con lei dal parrucchiere. Tagliavo anche io i capelli e facevo dei trattamenti. E’ nato tutto da lì”.

SOCIAL – “Li ho aperti perché in questo mondo è importante informare i tifosi, si affezionano ed è giusto farlo. Anche per iniziative benefiche. Su Twitter avevo fatto una campagna appena mi ero iscritto. Alcuni ragazzi hanno fatto dei corsi che li ha aiutati a entrare nel mondo del lavoro. Non è un mondo facile. Ho girato Milano, Torino e le strutture sono differenti. Al Nord c’è più possibilità”.

LAVORO  – “Sulla frase “il lavoro paga sempre” sono da sempre d’accordo. Sostengo il lavoro quotidiano che ti porta a raggiungere obiettivi che non pensavi di raggiungere. La tenacia è un’altra componente indispensabile. Non penso di essere il miglior terzino italiano, ma uno dei migliori sì”.

D’AMBROSIO A CASA – “Sono casalingo, ordinato. Il mio segno zodiacale è vergine. Se ho un cane? No, è di mio cognato Domenico. Goloso di dolci? Sì, se vedo un tiramisù fatto bene lo mangio quasi tutto”.

CRITICHE – “I tifosi vanno sempre ringraziati perché ci sopportano anche nelle difficoltà. C’è il tifoso positivo e quello meno positivo. Quello che ti segue con passione. Ho sempre detto che se i tifosi non vengono allo stadio è colpa di noi giocatori”. 

CHELSEA – Ero piccolino. Non sono andato perché avevo diciassette anni, feci anche un provino ed erano propensi a farmi un contratto di 5 anni credo. Sarei dovuto andare da solo, senza mio fratello e doveva venire o mio padre o mia madre. Lavoravano tutti, non volevo dividere la famiglia. Mi davano dei soldi. Non bisogna inseguire i soldi ma i sogni, mi ha sempre detto la mia famiglia. Siamo andati cena contratto con mio fratello alla Fiorentina. La fortuna e il destino vollero che mi chiamassero e che mi facessero tre anni di contratto”. 

MUSICA – “Ho imparato Perfect di Ed Sheeran perché quando ho mio figlio in braccio con questa canzone si addormenta. Non so bene l’inglese ma mi sono ripromesso di impararla per lui”.

RIGORI – “I rigori li calciano altri calciatori. Se c’è da calciarlo lo calcio. Ma non è il mio piatto forte”. 

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